akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 marzo 2011

1504. Quies



Sotto un'elce posar tristo né lieto
del mio destino; e non contar gl'istanti;
e i profumi spirar del ginepreto;
e le rosee seguir nuvole erranti;

e a la giovin velata Isi il segreto
non dimandar de' suoi divini incanti;
e in quel sonno dell'alma inconsueto
non aver che il Silenzio a me davanti;

e tentar di saper ciò ch'egli sia
nella terra e nel cielo
: antica è questa
vaghezza e sogno della mente mia.

Ma nulla io seppi dell'arcana cosa,
nulla.
E a me del mio sogno altro non resta
che l'odor dei ginepri e un ciel di rosa.

Giovanni Prati
Opere varie
Ed. M. Guigoni, Milano, 1875

2 Comments:

  • At 18/3/11 4:08 PM, Blogger annarita said…

    Sarà pur letteratura minore, ma sono versi di una bellezza elegante e triste, fanno sognare. Grazie per questi bellissimi doni che ci fai. Un abbraccio, Annarita.

     
  • At 18/3/11 8:36 PM, Blogger Nome : Giovenale Nino Sassi said…

    La vita ? …
    è fatta di porte che si aprono, che si chiudono; di paesaggi che scorrono a volte montuosi altre volte pianeggianti, di volti .... E' corsa via, la vita...
    ieri passeggiavo in riva alla Limat ...
    oggi sono quì, testimone del tempo che consuma il tempo...
    ne sconfitto ne vincitore reclamo i sogni

     

Posta un commento

<< Home