akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 gennaio 2010

1485. Quella che non si dolse mai...



Con gli occhi alla pioggia e agli elfi della notte,
è là, nel campo quindici a Musocco,
la donna emiliana da me amata
nel tempo triste della giovinezza.
Da poco fu giocata dalla morte
mentre guardava quieta il vento dell'autunno
scrollare i rami dei platani e le foglie
dalla grigia casa di periferia.
Il suo volto ancora vivo di sorpresa
come fu certo nell'infanzia, fulminato
per il mangiatore di fuoco alto sul carro.
O tu che passi spinto da altri morti
davanti alla fossa undici sessanta,
fermati un minuto a salutare
quella che non si dolse mai dell'uomo
che qui rimane, odiato, coi suoi versi,
uno come tanti, operaio di sogni.

1 Comments:

  • At 27/5/13 12:46 PM, Blogger Nome : Giovenale Nino Sassi said…

    Sono stato anch’io un métèque,
    uno straniero
    per il mio " andare di terre in terre.

    Nostalgia delle partenze e degli arrivi;
    dei ritorni a casa :
    nel bagaglio sempre qualcosa di nuovo.

    Appunti di viaggio, notazioni;
    la memoria che ferma le immagini,
    i sapori, il vissuto".
    .
    Ho camminato insieme all'amore
    per la terra, la gente e le cose,
    quella delle origini,
    ma, soprattutto,
    quella che ho incontrato
    lungo il cammino degli anni

    Un patrimonio fatto di ricordi bellissimi:

    Volti di giovani donne,
    laghi, monti,
    ... silenzi...
    progetti di vita pienamente vissuti,
    amati

    gsn ... ci manchi

     

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