akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

02 gennaio 2010

1472. Senza condizioni, qualora lo volessi



Knowledge first and last

sembra suggerirmi Jonathan Sutton nel suo interessante volume Without Justification, che ho letto di slancio, con l'incoscienza di chi non si cura della complessità.
E' comunque una tesi interessante, che faccio mia senza porre condizioni.
Il tempo della riflessione è scandito poi da un altro pensiero che raccolgo questa volta dal De tranquillitate animi di Seneca (8, 2):

Dunque dobbiamo pensare quanto più lieve dolore sia non avere che perdere...

Provo a ricominciare da qui, dove il tempo sembra confondersi con lo spazio, il cielo con l'acqua della baia, la luce con un'ombra mutevole che sembra portare con sé presenze discrete, pronte a trasformarsi in speranze.
Qualora lo volessi.

3 Comments:

  • At 3/1/10 2:01 AM, Blogger Nome : Giovenale Nino Sassi said…

    Irlanda e poi dove la terra finisce prima del grande freddo…
    Il viaggio in Grecia ed ora il Quebec.
    Sei sempre in movimento e fai bene.
    Attendo in tuoi racconti, Clelia, sperando di rivivere lontane emozioni
    La mia è la storia di un andare di terre in terre e ancora potrei, ….vorrei .
    Ho nostalgia delle partenze e degli arrivi; dei ritorni a casa. Nel bagaglio sempre qualcosa di nuovo. Appunti di viaggio, notazioni; la memoria che ferma le immagini, i sapori, il vissuto.
    Tanto da raccontare.

    Buona vacanza, Clelia, e soprattutto un sereno 2010

     
  • At 5/1/10 12:09 AM, Anonymous Uriel said…

    eh,... è quel "qualora" che è uno tsunami :))

     
  • At 7/1/10 9:05 AM, Blogger Eruner said…

    Passo di qui per la prima volta nel nuovo anno. Ne approfitto per formularti i migliori auguri.
    Un sorriso.
    Matteo

     

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