akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

30 settembre 2009

1422. A fuoco


"Per un attimo ho voluto..." Cioè, ho provato un certo sentimento, ho vissuto un'esperienza interna; e me ne ricordo. - E ora ricordatene molto bene! Qui sembra che l'intima esperienza vissuta del volere scompaia ancora una volta. In sua vece ci ricordiamo di pensieri, sentimenti, movimenti, e anche di connessioni con situazioni precedenti.
E' come se avessimo cambiato la regolazione di un microscopio e vedessimo nel suo fuoco qualcosa che non avevamo visto prima.

645

29 settembre 2009

1421. L'eau du fleuve, le sang rose des arbres verts...

28 settembre 2009

1420. Pagine dal silenzio


Quella di Harald dai libri è diventata una vera dipendenza, in senso patologico: l'essenza delle spiegazioni fantastiche che gli scrittori danno del mistero della condizione umana gli permetteva, dopo aver letto fino a notte fonda, di alzarsi al mattino e presentarsi alle riunioni del consiglio di amministrazione. Ricorreva a vecchi libri, li rileggeva: il contesto dell'epoca in cui erano ambientati lo strappava al presente in cui suo figlio era in attesa di processo per omicidio. Ma come suo figlio, anche lui trovava i propri brani, parole onnipresenti per lui anche senza bisogno di copiarle insieme alle altre citazioni nel quaderno custodito sotto chiave nel suo ufficio. "... L'uomo è come ha voluto essere e come fino alla sua estinzione non cesserà di voler essere; ha avuto piacere di uccidere e non paga quindi un prezzo troppo alto dando la vita. Muoia, dunque, e sconti la sua più intima voglia." [...]
Il Naphta di Thomas Mann parlava a Harald nei silenzi che lo accompagnavano ovunque: i silenzi accusatori tra lui e la moglie, difensivamente ostili; i silenzi che abitava anche mentre sottolineava le irregolarità nelle decisioni discusse durante riunioni di affari o mentre dibatteva gli effetti delle nuove politiche fiscali...


1419. Messaggio


Navi di buon carico che varcate il passaggio di Elle,
accogliendo nelle vele il bel vento di Borea,
se mai sfiorando l'isola di Cos vedrete sulla riva
Fanion che spinge lo sguardo sul mare luminoso,
ditele queste parole, navi belle: "Ti desidero,
e verrò per la strada di terra, non sulle navi".
Se direte questo, portando la buona notizia,
subito Zeus soffierà favorevole nelle vostre vele.

XII,53

27 settembre 2009

1418. I confini della bellezza


Yasunari Kawabata, grazie alle sue parole, ha potuto attraversare i confini della bellezza...

Un >>>intenso articolo dedicato all'indimenticato creatore di una delle più limpide e rarefatte forme di letteratura che il mondo abbia mai conosciuto.

24 settembre 2009

1417. A margine di un pensiero sereno


E adesso, a che cosa ti puoi affidare?
A una sola cosa; a un'unica cosa: la filosofia.
E' lei che ti permetterà di conservarti [...] capace di agire senza intraprendere nulla a caso; [...] libero dal bisogno che altri facciano o non facciano una qualunque cosa...

II, 17

20 settembre 2009

1416. Scelte (in)consapevoli

17 settembre 2009

1415. Dove tutto cambia, tu res(is)ti


Gli affetti non si ammalano, non sono aggressibili. E' solo il cervello, la sua chimica e la sua architettura che si alterano, si decompongono, e di conseguenza, generano i sintomi della follia.
[...]L'amore può essere imbavagliato, rinchiuso, imprigionato, ma rimane tale, puro, non si ammala, non impazzisce.
E' solo la mente, la chimica del cervello, la sua sconnessione, la causa della follia.


16 settembre 2009

1414. La difficile arte del commiato


...Un canto che s'udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.


15 settembre 2009

1413. Appropriazione debita


La vita dura troppo poco affinché possiamo vivere
un numero significativo di esperienze.
E' per questo motivo che è necessario rubarne qualcuna agli altri.


14 settembre 2009

1412. Varchi di sentimento


A un tale che diceva: "il sapiente non dovrà innamorarsi: ne fanno fede Menedemo, Epicuro e Alessino", Crisippo rispose: "io mi varrò di questa dimostrazione: se Alessino l'ignorante, Epicuro l'insensibile e Menedemo dicono di no, vuol dire allora che il sapiente dovrà innamorarsi".

Ecloghe, IV, 20, 31

13 settembre 2009

1411. Il bello negli altri


A ciascuno appare più bello ciò che vede a distanza, ciò che vede negli altri. Le leggi generali che regolano la prospettiva nell'immaginazione si applicano infatti bene [...] agli altri uomini. Non solo le leggi dell'immaginazione, ma anche quelle del linguaggio. [...] Una legge del linguaggio dice infatti che - di tanto in tanto - così come fanno la loro apparizione e poi scompaiono certe malattie, di cui in seguito non si sente più parlare, nascono, non si sa bene come, spontaneamente o per caso [...] dei modi di dire che si sentono nello stesso periodo sulla bocca di persone che non paiono essersi messe d'accordo su questo.

12 settembre 2009

1410. Lesa maestà (certe cose non cambiano)


Tu... ehi tu! Come hai osato presentarti qui? Sei così sfrontato da venire nella mia casa, tu che con tutta evidenza sei colui che attenta al mio regno? Avanti, parla, in nome degli dèi, hai visto in me qualche bassezza, qualche sintomo di demenza che ti abbia indotto ad agire così? O pensavi che non mi sarei accorto di questo tuo complotto strisciante o che, appena lo avessi scoperto, non sarei corso ai ripari? Non è insensato il tuo progetto di dare la scalata al potere senza l'appoggio delle masse, o almeno degli amici?
No, il potere si conquista soltanto col soccorso delle masse e del denaro...

vv. 532-542

1409. Metalinguaggio editoriale


...Fenomeno multiculturale
vuol dire «nessuno sa come si pronunci il nome dell'autore». Romanzo cult: «non spenderò una lira in pubblicità». Biografia autorizzata: «una noia mortale» [...] «delizioso» significa che l'autore è un amico, «mozzafiato» vuol dire «se dio vuole c'è una trama», >>>eccetera...

Via Che libro fa

11 settembre 2009

1408. Cinematica galattica

10 settembre 2009

1407. L'oggettività del bene


...L'oggettività è così quasi soltanto un involucro sotto il quale si trova nascosto il concetto. Nel finito non possiamo vedere o esperire se il fine viene veramente raggiunto. L'attuazione del fine infinito consiste così soltanto nel superare l'illusione che ancora non sia attuato.
Il bene, ciò che è assolutamente bene, si compie eternamente nel mondo, e il risultato è che esso è già compiuto in sé e per sé, e non ha bisogno di aspettare noi. È questa l'illusione in cui viviamo e, al tempo stesso, è quest'illusione soltanto la forza operante su cui riposa l'interesse del mondo.


09 settembre 2009

1406. Il re è morto, viva il re!


Proprio ora che molti degli oggetti appartenuti a Ingmar Bergman stanno per essere messi all'asta qui a Stoccolma da Bukowskis, Tom Österman, uno dei curatori del fondo, ha notato >>>un particolare a cui nessuno (pare) abbia mai fatto caso prima. Sulla scacchiera presente nella casa del grande cineasta manca il re bianco. Forse proprio quello che Max von Sydow fa cadere con il suo mantello ne Il settimo sigillo. Rotto sul set, il regista avrebbe deciso di gettarlo e non sostituirlo, lasciando così la parte bianca della scacchiera senza il suo re.
Un po' come il cinema europeo dopo la morte di Bergman.

08 settembre 2009

1405. E' sempre meglio


E dunque, come volevasi dimostrare, un buon libro è sempre meglio.

Via Interattivo

07 settembre 2009

1404. C'era una volta...


...una biblioteca.

[O meglio, la 'biblioteca' teoricamente c'è ancora, ma i libri non più...]