
Et saepe incidunt magnae res,
ut discendendum sit ab amicis...
Cicerone, Laelius de amicitia, XX 75
Si dice che sotto il "fungo" di cemento della
Stureplan metà della popolazione di Stoccolma aspetti l'altra metà.
Credo sia vero, vista la gran marea di gente che gira intorno alla strana costruzione, ed è proprio lì che ci siamo date appuntamento io e M.
Quando la intravedo, fra le braccia tese di altre persone che corrono incontro agli amici, lei ancora non mi ha visto, poi si volta, mi riconosce, cammina in fretta verso di me, ci abbracciamo.
Non ci vediamo da molti anni eppure, dopo pochi minuti, la confidenza è la stessa di sempre.
Ci incamminiamo verso il
Ladugårdsgärdet (dove credo che passerò molto tempo durante questa mia nuova permanenza a Stoccolma) e passeggiamo nel bel mezzo di questa distesa d'alberi riassumendo in poche parole tutto quello che è stato già detto nella nostra corrispondenza, quella sì per me così preziosa e mai interrotta.
Un leggero vento solleva sopra di noi una possente mongolfiera rossa che prima era seminascosta da questa specie di foresta cittadina. Vederla salire verso il cielo sembra quasi uno spunto onirico, una gemma d'irrealtà che si costruisce in questo presente discreto, vissuto intensamente come mai. Gli sguardi che noi, con tutti gli altri, rivolgiamo al cielo sono carichi di quell'ansia febbrile che spesso si prova nel momento del distacco.
Qui l'estate non ha il tono greve del silenzio che segna la controra, eppure sembra ben più presente a queste latitudini il senso precario della vita, così ben rappresentato da quel pallone pieno di gas che, ormai lontano, si è lasciato alle spalle i nostri sguardi e i nostri pensieri.
Riprendiamo il cammino, io e M., questa volta in silenzio, ognuna con i propri pensieri, che non hanno più bisogno di reciprocità né di parole.
La sera giunge discreta qui a Stoccolma.
Ce ne saranno molte per parlare e ridere, per sentirci leggère, come portate dal vento.
°
Dalla stanza vicina ascolto care
voci nel letto dove il sonno accolgo.
Per l'aperta finestra un lume brilla,
lontano, in cima al colle, chi sa dove.
Qui ti stringo al mio cuore, amore mio,
morto a me da infiniti anni oramai.
°
Del mio passaggio precedente da queste parti avevo parlato - en passant - >>>qui. Etichette: Stockholm (Sverige)