1287. Questione d'interpretazione (mai prendere i precetti religiosi troppo alla lettera...)
A questo punto Albino Cecina intervenne: - Ho riscontrato un mutamento di sacrificio analogo a quello che hai menzionato, Pretestato, anche nei Compitali, quando per tutti i crocicchi della città si celebravano i giochi istituiti, come è noto, da Tarquinio il Superbo in onore dei Lari e di Mania, in séguito ad un responso di Apollo che aveva prescritto di intercedere con teste in favore delle teste. Tale precetto fu osservato alla lettera per qualche tempo, e per la buona salute dei famigliari si immolavano fanciulli alla dea Mania, madre dei Lari. Giunio Bruto, divenuto console dopo la cacciata di Tarquinio, decise di modificare tale tipo di sacrificio. Ordinò di compiere le suppliche con teste d''aglio e di papavero: si obbediva così all'oracolo di Apollo che parlava di teste senza peraltro compiere il misfatto di un infausto sacrificio...
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Del nascere e del perire i Greci non hanno una giusta concezione, perché nessuna cosa nasce né perisce, ma da cose esistenti ogni cosa si compone e si separa. E così dovrebbero propriamente chiamare il nascere comporsi, il perire separarsi.
Si racconta che prima di diventare l’Orsa Maggiore si chiamava Callisto, figlia di quel Licaone che regnò sull’Arcadia. Spinta dalla passione per la caccia, entrò nel seguito di Diana, che l'amava in modo speciale per l’affinità del carattere. Poi Giove la notò e, come era uso fare, la violentò. Lei se ne vergognava e non disse nulla a Diana. La punizione della dea fu terribile: la ragazza venne tramutata in un’orsa...
...nessun assoluto può vivere senza uno scetticismo adeguato e compatibile.
La sfida odierna, per la neuroscienza, è riuscire a misurare come l’uomo prende decisioni che cambiano i comportamenti automatici.
Nel suo libro 
Ma uno di quei sacerdoti (egizi), un vecchione, gli disse: "O Solone, Solone, voi Elleni siete sempre dei fanciulli, e un Elleno vecchio non c'è." Ed egli, sentito ciò: "Che vuoi dire con questo?", chiese: "Giovani siete," rispose, "d'anima tutti; giacché in essa non avete udita nessuna antica opinione o scienza, che col tempo sia per voi diventata vecchia"...
“Tutte le cose grandi nascono da cose piccole” diceva Smith aggiungendo cautamente ”ma le nuove piccole cose sono distrutte dai loro ambienti a meno che non siano tenute da conto per ragioni piu’ di apprezzamento estetico che di utilita’ pratica.” Parole simili all’estetica del cambiamento di Umesao.
Una mappa del sapere non è data dall’alto, non è data in anticipo: non si può sorvolare neppure per un momento, a volo di uccello, il territorio delle conoscenze nella sua totalità. Siamo inevitabilmente e costitutivamente all’interno del territorio, e dall’interno apriamo e percorriamo sentieri, raggiungiamo regioni diverse e progressivamente ci figuriamo, disfiamo e nuovamente disegnamo le nostre mappe...
L’articolo di
In occasione della recente,
Vedi quei ragazzi? Sono esattamente come noi ai nostri tempi, desiderano le stesse cose e sognano lo stesso sogno ma è tutto più concentrato, più piccolo. Quando viaggiano per il mondo si confondono nel sistema e nell'esistenza di tutti i giorni. Nel loro bisogno di amore si sentono molto più soli di noi ai nostri tempi.
L'esperienza giovanile di una generazione ha molto in comune con l'esperienza del sogno. La sua figura storica è una figura di sogno. Ogni epoca possiede questo lato incline ai sogni, il lato infantile. Per il secolo scorso esso emerge con estrema chiarezza nei 

Domandandogli un giorno in cosa consistesse la felicità,
"Studiare il valore degli uomini e delle cose!..." pensava il giovane romito, vedendo fissarsi in lui dai profondi scaffali l'occhio vitreo e miscredente dei morti scrittori; "Converrebbe aver tra la mano le anime, non i libri!... pure anche il notomista cerca nei cadaveri la scienza della vita, 

Lo struggimento per l'oggetto d'amore perduto comporta dipendenza, ma si tratta di una specie di dipendenza che opera da stimolo alla restaurazione e alla preservazione dell'oggetto. [...]Ci è ben noto che talvolta esperienze penose di vario genere stimolano le sublimazioni. Vi sono persone nelle quali la pressione di frustrazioni e di avversità dolorose fa nascere addirittura attitudini creative del tutto nuove, per cui cominciano a dipingere, a scrivere o a intraprendere attività produttive di tipo diverso. Altre persone diventano più produttive su un piano differente: diventano più capaci di apprezzare cose e persone, più tolleranti nei rapporti con gli altri, diventano insomma più sagge. [...] Imbattersi in avversità dolorose di qualsiasi tipo riattiva sempre la posizione depressiva infantile, e superarle implica un'elaborazione psichica analoga al lavoro del lutto.


Ogni rivoluzione scientifica ha reso necessario l'abbandono da parte della comunità di una teoria scientifica un tempo onorata, in favore di un'altra incompatibile con essa; ha prodotto, di conseguenza, un cambiamento dei problemi da proporre all'indagine scientifica e dei criteri secondo i quali la professione stabiliva che cosa si sarebbe dovuto considerare come problema ammissibile o ciò che invece si sarebbe dovuto valutare come soluzione legittima di esso.
Alcuni si sono chiesti da dove mi fosse venuta questa improvvisa passione per la filosofia, altri desideravano sapere che cosa ritenevo sicuro su ciascun problema; ho notato inoltre che molti erano sorpresi del fatto che accordassi la mia approvazione soprattutto a quella filosofia che toglie la luce e stende per così dire l'oscurità della notte sulle cose (



