1090. Verso la terra incognita
[...] E le religioni più stravaganti facevano affari d'oro.
L'umanità, ignara delle verità che sono chiuse dentro ogni essere umano, guardava fuori, esercitava la sua pressione sempre verso l'esterno. Ciò che l'umanità sperava di imparare nella sua spinta verso l'esterno era chi fosse veramente responsabile di tutta la creazione, e quale senso avesse tutto il creato. L'umanità lanciava i suoi agenti in avanscoperta sempre verso l'esterno, sempre verso l'esterno. E alla fine li lanciò nello spazio, nel mare senza colore, senza sapore e senza peso di un'esteriorità senza confini. Come sassi li lanciò.
Questi agenti sfortunati trovarono ciò che si era già trovato in abbondanza sulla Terra: un incubo d'insensatezza senza fine. I premi dello spazio, dell'infinita esteriorità, erano tre: vuota retorica, farsa e morte senza scopo. L'esteriorità perse, alla fine, le sue immaginarie attrattive.
Rimaneva da esplorare solo l'interiorità.
Solo l'anima dell'uomo rimaneva terra incognita.
Kurt Vonnegut
da Le sirene di Titano
§ I
[Didascalie]

Il proposito primario di studiare la realtà non presuppone di non fare la nostra parte per cercare di migliorarla.



