akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

24 ottobre 2009

1435. L'homme aux semelles de vent


I passi di quest'uomo attraverso la vita non lasciavano impronte, perché i suoi piedi erano fatti in modo da conservare le tracce dentro e sotto di sé.

1 Comments:

  • At 28/10/09 12:57 AM, Blogger Gioacchino said…

    Se dentro di sé ognuno avesse un paesaggio, un terreno, adatti a raccogliere tracce del proprio passaggio, in maniera casuale e, soltanto a posteriori, consapevole (in modo da poter ripercorrere le proprie tracce come una scoperta originale e nello stesso tempo approfondita), immagino che sarebbe una valida soluzione alla dispersione a cui sono soggette le tracce di ogni genere nel mondo ibrido delle idee e delle cose. Ammetto che non è facile per me immaginare cosa significherebbe concretamente una vita di questo tipo. (Perché di vita si tratterebbe comunque, no? Si teme a volte di essere blasfemi a non far coincidere l'agire con la definizione, una qualsiasi, di vita; e viceversa).
    Ciao, Clelia.

    Gioacchino

     

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