akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 ottobre 2009

1433. La memoria lo sa(prà)


Ho perso varie cose a Buenos Aires. Per la fretta o la sfortuna, nessuno sa dove siano andate a finire. Me ne sono andato con qualche vestito ed una manciata di fogli.
Non mi lamento. Con tante persone perdute, piangere per le cose sarebbe come mancare di rispetto al dolore. Vita nomade. Le cose mi accompagnano e se ne vanno. Le ho di notte, le perdo di giorno. Non sono prigioniero delle cose; loro non decidono nulla. Quando mi sono separato da Graciela, ho lasciato la casa di Montevideo intatta.
Là sono rimaste le conchiglie cubane e le spade cinesi, gli arazzi del Guatemala, i dischi e i libri e tutto il resto. Portarmi via qualcosa sarebbe stata una truffa.
Tutto ciò era suo, tempo condiviso, tempo a cui sono grato; e me ne sono andato alla ventura, verso l’ignoto, pulito e senza pesi.
La memoria conserverà ciò che ne sarà degno. La memoria sa di me più di quanto ne sappia io; e lei non perde ciò che merita di essere salvato. Febbre delle mie viscere: le città e la gente, staccatesi dalla memoria, navigano verso di me: terra dove sono nato, figli che ho avuto, uomini e donne che mi hanno accresciuto l’anima.

1 Comments:

  • At 22/10/09 2:21 AM, Anonymous Anonimo said…

    Spero che tutto questo un giorno non pesi più di quanto si possa credere adesso.
    Forse non si comprenderà.. ed è questo.. oserei dire.. terribilmente e freddamente logico.
    Normale. Umano.

    Però..
    il tempo (luogo di memorie e non solo) costituisce un'incognita.
    Domande e risposte, persino inconcepibili, saranno all'improvviso chiare, visibili...
    quasi capovolgendo modi di pensare e di essere.

    Ed è un mistero che inizia e si chiude in esso. Senza uscite e senza scampo. Da sempre.
    L'Uomo non lo possiede e anche ogni tentativo di "spiegare" risulterebbe vano, vivendolo egli come se fosse una proiezione quasi ipnagogica della propria vita.
    Ed esso soltanto.. il tempo (in noi stessi e noi stessi)... sarà l'unico in grado di svelare.
    E noi.. non potremo più vedere come vediamo o, almeno, non soltanto, ma ri-vedere qualcosa.


    Lo sa(prà)..
    ma non come immaginiamo adesso.


    Le case rimangono. Gli oggetti pure. Il mondo continuerà.
    Noi no. Non gli stessi. Non per sempre.






    Buona notte ... carissima (lontana) amica




    M.

     

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