akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

16 ottobre 2009

1432. Senso dello Stato


Mi trovo proprio nella villa di Scipione l'Africano e mi riposo; intanto ti scrivo dopo aver tributato un atto di adorazione ai suoi Mani e all'altare che, come immagino, preserva i resti di un uomo così grande. Quanto alla sua anima, mi induco a credere che sia tornata in cielo da dove era venuta, non perché fu condottiero di grandi eserciti - ne ebbe anche il folle Cambise, che seppe utilizzare con successo la sua pazzia -, ma per la sua straordinaria umiltà e per il sacro senso del dovere; un sentimento, questo, che, a mio avviso, fu in lui più ammirevole quando lasciò la patria che quando la difese.
Perché tra il dubbio: o Scipione a Roma, o Roma libera, lui optò per quest'ultima scelta.