akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

14 ottobre 2009

1430. Costellazioni di senso, arabeschi o sequenze (filosofiche)


Camilla, allo specchio, a volte, vengono in mente pensieri e storie che si fanno da sé. Sono pensieri e storie, che disegnano percorsi lievi e appena accennati. Con pochi tratti. Costellazioni di senso, arabeschi o sequenze, un po’ con lo stile delle associazioni libere. Guardandomi allo specchio come filosofo, può accadere allora che sia naturale – anche per me - il desiderio di narrare una certa storia. Per metterla giù in modo meno solenne, è meglio dire che vorrei, a questo punto, raccontare alle lettrici e ai lettori delle nostre scorribande e dei nostri giri, qualcosa come una storiella: la mia, grosso modo. Chi ci ha seguito nelle nostre scorribande, Camilla, è chi ha forse accompagnato, nella lettura e nei nostri buffi giochi acchiappa-qualcosa, un bambino o una bambina come te. Forse, un nonno o una nonna, una mamma o un papà, o forse gli zii.
[...]
Quand'ero ragazzo, due grandi amori: matematica e mitologia o, al massimo, tragedia greca. Questo, non so bene perché, era ciò che mi affascinava: i numeri e gli dei. Quand'ero ragazzo, non sapevo ancora che la filosofia è l'infanzia o l'adolescenza dell'intelletto e che, si può dire, una cultura che cerchi di farne a meno non crescerà mai, come sostiene Thomas Nagel. Nagel ha scritto, in quello splendido libro di filosofia che è la sua brevissima introduzione alla filosofia:
le nostre capacità analitiche sono spesso altamente sviluppate prima che abbiamo imparato granché sul mondo, e intorno ai quattordici anni di età le persone cominciano a pensare per conto loro ai problemi filosofici - su quello che esiste davvero, se possiamo conoscere qualcosa, se qualcosa è veramente giusto o sbagliato, se la vita ha un qualche significato, se la morte è la fine. Si è scritto per centinaia di anni su questi problemi, ma il materiale grezzo viene direttamente dal mondo, e dalla nostra relazione con esso, non dagli scritti del passato. Ecco perché quei problemi si ripresentano continuamente nella testa delle persone che non hanno letto nulla in proposito.

[il link apre un file .pdf]

Il brano è tratto dal volume Il giardino delle idee, ed. Frassinelli, 2004

1 Comments:

  • At 14/10/09 4:21 PM, Blogger Giuliano said…

    Molto bello, mi ci sono riconosciuto. Purtroppo, devo aggiungere che quando si arriva a una certa età (da quando si entra nel mondo del lavoro in avanti?)si scopre che fanno più carriera e vengono più considerati quelli che hanno altri valori.
    Penso che Leopardi, e Dostoevskij, abbiano scritto molto in proposito: un libro per tutti, "L'Idiota". (ma di aneddoti personali ne avrei parecchi, purtroppo; e anche i giornali di questi giorni parlano chiaro).

    Grazie per quello che pubblichi qui!

     

Posta un commento

<< Home