akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

12 ottobre 2009

1428. The Last Question


...Perché questa è la sfida cruciale per chi voglia essere, nell'analisi della cognizione umana, materialista e monista, senza essere meccanicista, nonché evitare il neo-dualismo proposto dalla filosofia funzionalista: come può il nostro cervello, in cui l'hardware ed il software sono tutt'uno, unità di materia biologica, a suo agio solo nella scatola cranica di un uomo vivente, e vivente nella storia, essere allo stesso tempo luogo di costruzioni concettuali di grande generalità e stabilità?

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2 Comments:

  • At 13/10/09 9:45 PM, Anonymous Anonimo said…

    Impossibile che lo sia.. ed è facile confutare l'ipotesi (che a me pare una delle balle retoriche che ogni tanto si aggirano in ambienti pseudo-scientifici e con ragionamenti falsamente "fascinosi") con un semplicissimo esempio:
    un cervello digitale non può concepire, né creare linee curve, ma solo scalari;
    e la precisione aumenta proporzionalmente al numero di bit [...] impiegati.

    Senza mai giungere

    MAI

    alla linea curva ideale.

    Per un cervello digitale un cerchio ha, e avrà sempre, una circonferenza a gradini.
    In poche parole... meglio (o peggio) ancora... il cerchio, come concetto, NON esiste.


    In generale... è strano pensare, invece, che l'Universo.. lungi dall'essere lineare, appare piuttosto "curvo" (e non solo a seguito delle ormai vecchie - e solo in parte valide- teorie einsteiniane).

    La natura, la biologia e persino le neuroscienze (il tuo campo) sono e saranno "analogiche".


    In più... la conoscenza umana può simulare (ed avvicinarsi) solo per approssimazione (e digitalmente) a tale cervello... ma NON sarà il cervello umano.

    Ci sono voluti miliardi di anni per arrivare a questo "sviluppo" (che parte da ben prima della nascita della vita sul nostro pianeta; a sua volta conseguenza di altro.. partito appunto.. miliardi di anni prima).
    Ce ne vorrano migliaia.. alla Scienza e alla Tecnica... per arrivare a quel "fantomatico" cervello (e sempre al 99.9999%).

    L'entusiasmo (per le "nuove" scoperte e/o invenzioni.. o solo ipotesi) è un sentimento troppo facile e "umano... e spesso sfocia nel compiacimento.. che è la morte della Conoscenza. E del Dubbio.
    E dall'altra lato della medaglia, proprio per questo, risulta perfettamente funzionale alle società contemporanee (che si muovono su ben altri interessi, valori, pulsioni... di base).

    Come ho sempre scritto.. tra 100 anni si faranno gran risate sulle nostre "conoscenze" e sul nostro (per restringere il campo) progresso tecnico-scientifico.

    E sarà sempre così.

    Perché..così..è.



    [Per me. Ovvio]





    Un caro saluto



    M.


    [ps: so che vorresti rispondere, ma...]

     
  • At 13/10/09 9:49 PM, Anonymous Anonimo said…

    E che poi si ricollega in parte allo scritto PDF

    M.

     

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