akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

03 ottobre 2009

1424. Frammenti di tempo infinito


Il tempo non è affatto un concetto discorsivo o - come si dice - generale, bensì una forma pura dell'intuizione sensibile. Tempi differenti sono semplicemente parti di un solo e medesimo tempo. Ma la rappresentazione che può essere data soltanto da un unico oggetto, è intuizione. La proposizione che tempi differenti non potrebbero essere simultanei, inoltre, non si potrebbe dedurre da un concetto generale. Tale proposizione è sintetica, e non può derivare soltanto da concetti.
[...]
L'infinità del tempo non significa null'altro se non che ogni grandezza determinata di tempo è possibile soltanto attraverso limitazioni di un unico tempo che sta alla base. L'originaria rappresentazione di tempo deve quindi essere data come illimitata.
[...]
Il tempo non è qualcosa che sussiste per se stesso o inerisca alle cose come una determinazione oggettiva, e quindi permanga quando si astrae da tutte le condizioni soggettive dell'intuizione di tali cose. Nel primo caso, difatti, esso sarebbe qualcosa che, senza un oggetto reale, sarebbe tuttavia reale. Per quel che riguarda poi il secondo caso, il tempo, in quanto determinazione o ordine inerente alle cose stesse, non potrebbe precedere gli oggetti come loro condizione, né potrebbe essere conosciuto e intuito a priori mediante proposizioni sintetiche. Tutto ciò - per contro - ha invece perfettamente luogo, se il tempo non è altro che la condizione soggettiva, sotto la quale tutte le intuizioni possono verificarsi in noi. In tal caso, infatti, questa forma dell'intuizione interna può essere rappresentata anteriormente agli oggetti, e quindi a priori.

Immanuel Kant
Kritik der reinen Vernunft
I, 2, 57-59

1 Comments:

  • At 4/10/09 4:32 PM, Anonymous Anonimo said…

    Non c'è un unico tempo: ci sono molti nastri
    che paralleli slittano
    spesso in senso contrario e raramente
    s'intersecano. E' quando si palesa
    la sola verità che, disvelata,
    viene subito espunta da chi sorveglia
    i congegni e gli scambi. E si ripiomba
    poi nell'unico tempo. Ma in quell'attimo
    solo i pochi viventi si sono riconosciuti
    per dirsi addio, non arrivederci.

    Eugenio Montale

    GSN

     

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