akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 agosto 2009

1401. All'ombra di nessun dio


1401.1
L'importanza dei "cognates".


1401.3 La luce delle stelle ora impassibili era più misteriosa sulla terra infinitamente deserta: una più vasta patria il destino ci aveva dato: un più dolce calor naturale era nel mistero della terra selvaggia e buona. Ora assopito io seguivo degli echi di un’emozione meravigliosa, echi di vibrazioni sempre più lontane: fin che pure cogli echi l’emozione meravigliosa si spense. E allora fu che nel mio intorpidimento finale io sentii con delizia l’uomo nuovo nascere: l’uomo nascere riconciliato colla natura ineffabilmente dolce e terribile: deliziosamente e orgogliosamente succhi vitali nascere alle profondità dell’essere: fluire dalle profondità della terra: il cielo come la terra in alto, misterioso, puro, deserto dall’ombra, infinito. Mi ero alzato. Sotto le stelle impassibili, sulla terra infinitamente deserta e misteriosa, dalla sua tenda l’uomo libero tendeva le braccia al cielo infinito non deturpato dall’ombra di Nessun Dio.

1401.4 In visions of the dark night / I have dreamed of joy departed- / But a waking dream of life and light / Hath left me broken-hearted. // Ah! what is not a dream by day / To him whose eyes are cast / On things around him with a ray / Turned back upon the past? // That holy dream- that holy dream, / While all the world were chiding, / Hath cheered me as a lovely beam / A lonely spirit guiding. // What though that light, thro' storm and night, / So trembled from afar- / What could there be more purely bright / In Truth's day-star?

1401.5 ...il viaggio non finisce mai: “Solo i viaggiatori finiscono”. La fine di un viaggio è l’inizio di un altro...

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