akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

13 agosto 2009

1398. Il segreto del faro


Si avvicina il momento della partenza. Come sempre non sarà semplice separarmi da questa terra posta all'estremo orizzonte del mare. Mi consolo pensando che si è trattato di un ritorno e che molti altri "infiniti ritorni" caratterizzeranno ancora la vita a venire. Mai lasciarsi sopraffare dalla malinconia del distacco, meglio pensare alla gioia futura di una nuova visita, fra qualche anno.
Lascio qui persone care che ho ritrovato e alcune nuove che ho conosciuto; lascio anche una parte di me che sarà indelebilmente legata al lento scorrere del tempo, qui, dove il tempo sembra non avere alcun rapporto con la dimensione dello spazio.

Ieri ultima puntata all'estremo Nord, sull'isola di Unst, a visitare il faro di Muckle Flugga (un rito che va compiuto prima del commiato). Dopo questa ultima appendice di terra non c'è più nulla. L'orizzonte è piatto e sereno e sembra invitare alla pace (quella da cercare dentro). Se mai qualcuno capitasse quassù non dimentichi di sollevare il coperchio di un contenitore verde che sta proprio all'ingresso del faro; ci troverà dentro un segreto che qui non dirò, ma che lascio a futura memoria.

Al ritorno, verso Oddsta, sull'isola Fetlar, sono riuscita anche a incrociare gli occhi di un gufo bianco, evento rarissimo che un passeggero che viaggiava con me in traghetto sulla via del ritorno ha interpretato come un ottimo auspicio. Bene.

Probabilmente le prossime note di diario le scriverò da Stoccolma, dove mi trasferirò a breve.

°
Ora vedi quello che sai: che cioè la terra è rotonda. E' un momento storico. Poiché non ne eri sempre consapevole: fra sapere e vedere, fra l'immagine che ha del mondo l'intelletto e quella che ne ha la sensibilità, fra la Terra di Newton e quella di tutti i giorni, c'era un abisso incolmabile. C'erano, in realtà, due terre. Ora [...] il tuo occhio, quasi divino, vede la terra come globo e come paesaggio. L'abisso si è colmato [...]. Paesaggio terrestre: questo è la terra senza di noi.

Günther Anders
Der Mann auf der Brücke

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6 Comments:

  • At 14/8/09 2:03 PM, Anonymous Anonimo said…

    Bellissimo il blog.
    Bellissimo e intrigante il viaggio letterario verso ‘ l’isola del tesoro’ che le auguro di trovare.
    Non condivido un punto della sua ricerca e lascio un pensiero nel contenitore verde che sta all’ingresso del Faro di Muckle Flugga, sull’isola di Unst cara agli Stevenson.
    A futura memoria
    Piuttosto perché Stoccolma ? E’ la sede dell’Accademia Svedese che decide il Nobel per la letteratura.
    C'è una diceria...dicono che il gufo bianco è un buon auspicio.
    A futura memoria

     
  • At 14/8/09 7:52 PM, Blogger cristina bove said…

    ho visto solo adesso il link alla mia poesia "Quando lei"
    ti ringrazio di tutto cuore
    e ti auguro buon proseguimento del viaggio.
    cri

     
  • At 15/8/09 12:28 AM, Anonymous Anonimo said…

    Grazie Clelia per il link al mio blog.
    Un pensiero dolce sale per te ovunque tu sia
    Giovenale Nino Sassi

     
  • At 15/8/09 12:25 PM, Anonymous Anonimo said…

    Cara Clelia,
    ti auguro un sereno ferragosto a Questocolma, come diceva Totò.
    Hubert

     
  • At 15/8/09 6:02 PM, Anonymous Anonimo said…

    Carissima Clelia seguo con una punta di invidia..il tuo viaggio ..passo passo , temo che ti sia dimenticata di tornare e Stoccolma poi vedrai che meraviglia ....non lasciarti scappare una visita al polo nord ...e buon cammino
    Ti abbraccio e ti auguro un buon ferragosto Ale

     
  • At 16/8/09 7:54 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Anonimo, ciao e benvenuto.

    Cristina, grazie per l'augurio. Il piacere è stato mio.

    Ciao Nino, ricambio il tuo gentile pensiero e quello di Hubert.

    Ale, in realtà qui a Stoccolma torno dopo un certo periodo di anni. Durante la mia permanenza avrò modo di vedere se e come è cambiata e poi magari te lo farò sapere.

    Un saluto collettivo.

    C.

     

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