1396. Un vuoto che riempie

Sulla B9081 fra Ulsta (dove approdano i traghetti dal Mainland) e Burravoe (sull'isola Fetlar) c'è la casa - si dice - più antica delle Shetland. Viene chiamata Old Haa e pare sia stata costruita nel 1672.
La data invero non m'interessa fino in fondo, quello che mi ha colpito è stato il silenzio. Un silenzio che, come sempre inseguito, mi ha oggi insegnato qualcosa di nuovo, e cioè che la voce è un privilegio che merita di essere trattato con molto riguardo. (O dovrei dire piuttosto la parola, che è quellla che trasforma un suono inarticolato in concetto, in "espressione"?)
La data invero non m'interessa fino in fondo, quello che mi ha colpito è stato il silenzio. Un silenzio che, come sempre inseguito, mi ha oggi insegnato qualcosa di nuovo, e cioè che la voce è un privilegio che merita di essere trattato con molto riguardo. (O dovrei dire piuttosto la parola, che è quellla che trasforma un suono inarticolato in concetto, in "espressione"?)
Sia come sia oggi, qui, non c'era traccia di voce, di parola, di concetto o di espressione.
C'era solo il silenzio, a insegnarmi il vuoto, forse per farmi capire che ogni "pieno" vocale ha senso solo e soltanto se esiste qualcuno pronto a recepirlo, a trasformarlo in un "messaggio" articolato, trasmissibile.
In lógos, insomma.
Etichette: Lerwick (Shetland Islands)



6 Comments:
At 11/8/09 9:58 AM,
Eruner said…
Insomma: un silenzio fragoroso, ricco di stimoli e insegnamenti.
At 11/8/09 11:40 AM,
... said…
Un silenzio che si percepisce (e si sopporta... brutto termine dovuto alla "comune" concezione) soltanto perché dentro hai già
tutto.
Possiedi la chiave per decifrare ciò che è il mondo fuori attraverso te stessa...e non per un atto di volontà o razionalmente rilevabile.
Neanche puoi descriverlo..perché la stessa semantica necessiterebbe di suoni nuovi.. che non puoi, in ogni caso, comunicare ad altri.
Non più entità separate.... ma unite.. finalmente.
Un sentire proveniente da lontano... e i cui echi risuonano dentro di te.
Hai mai pensato che, in certi casi, la somma è più delle parti?
[Ma dimentica sia verificabile "sperimentalmente"...
Occorre che gli attori in gioco sappiano esattamente cosa misurare, avendo e predefinendo qualcosa che in sé viene già dato
come "finito" (e quindi conosciuto);e proprio in quel pre-definire può esserci l'errore.. non (solo) nei risultati... o nelle eccezioni.. o nelle discrepanze...
E quando si arriva a conclusioni che lasciano interdetti..esse vengono terminate, escluse...in nome di qualcos'altro che, invece, continua a "funzionare" secondo le regole che ci siamo dati.
Che NON sono universali, ma storicamente determinate.
Quante "verità" di oggi verranno demolite tra 1000 anni?
Hai idea?
L'abbaglio, dunque, è proprio quello di prendere ORA per verità ciò che invece soltanto strumentalmente (alla lettera) serve al quadro generale che l'uomo si è costruito (con tutti i suoi limiti e dubbi.. ovviamente) per decifrare l'universo]
In quel silenzio non c'è altro che una... sospensione... inafferrabile. Una domanda senza risposta o una risposta senza
domanda.
Inconcepibile.
Forse.
Pur stando fermo.. ho viaggiato con te... cercando di immaginare.
Ho visto attraverso i tuoi occhi e sentito attraverso le tue parole (che.. oltre te stessa.. non possono far altro che limitare e ridurre il tutto ad una millesima parte...
Eppure...)
Un viaggio nel viaggio..
o ancora di più.
Infiniti viaggi che aprono continuamente nuove strade
E non più una sola méta... ma un luogo dove sembrano confluire, in alcuni momenti, tutte le strade dell'universo.
Un.non.luogo.
Sono felice che tu sia... uscita...
Ed un po' ti invidio.
L'idea, inoltre, di abitare in certi posti.. soltanto tra silenzi, arte e conoscenza è sempre stato il mio sogno.
Un'armonia.
Questo mondo... presuntuosamente definito come avanzato, civilizzato e dove c'è "tutto" (mestamente rido...) mi va stretto
sempre di più.
Ti saluto.. cara
M.
ps:e tu.. salutami quei.. luoghi...
...
Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
...
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca voleva significare.
(C.Kavafis)
At 11/8/09 7:10 PM,
azulines said…
mi piace leggerti ! percio' ti chiedo, senza ironia ne' polemica, ma solo per capire, per meglio "recepire il tuo messaggio", come quando cerchiamo di sintonizzarci a una stazione radio che trasmette ad onde corte:
tu proclami e celebri il silenzio di cui pure condivido, la necessita' e la bellezza, coltivi l'arte di tacere e ti sforzi, con successo devo dire, di non scrivere banalita'...
eppure hai sentito il bisogno di tenere un diario pubblico, che rivela la tua cultura e l'eleganza del tuo pensiero freddo !
e persino ora che "sei in viaggio" hai sentito il bisogno di mettere in valigia il tuo blog e i tuoi libri...
perche'?
con affetto
carmelo
At 12/8/09 10:01 AM,
Lù said…
non si demolisce la castità
facendo visita al silenzio
che esiste in ogni parola.
Un caro abbraccio, unita al tuo viaggiare...
Lù
At 12/8/09 10:01 AM,
Lù said…
non si demolisce la castità
facendo visita al silenzio
che esiste in ogni parola.
Un caro abbraccio, unita al tuo viaggiare...
Lù
At 12/8/09 1:31 PM,
Clelia Mazzini said…
Eruner, nel tuo ossimoro la realtà.
Massimo, grazie per la tua lunga "pagina di diario". Concordo con te sul pensiero che la somma è spesso ben più dell'insieme delle parti. Questo per tutta una serie di fattori, non ultimo quello che in noi, ogni evento, ogni incontro, persino ogni assenza di essi, produce un cambiamento che si sedimenta per strati successivi. Non è mai un "togliere", ma un "aggiungere".
Hai compreso benissimo il senso del mio viaggio e sono lieta dunque che tu mi accompagni giornalmente attraverso la lettura.
Saluterò per te questi luoghi.
Spero di rileggerti presto.
Azulines non confonderei il parlare con lo scrivere. Scrivere - di solito - non interrompe un silenzio, casomai lo sottolinea (non dico che lo amplifichi, perché non credo si possa aumentare "in negativo" qualcosa che trae ragione dal "non essere").
Grazie per gli apprezzamenti.
Lù, il silenzio nelle "parole" è un tema antico (ricordo due bellissime pagine dello "Zibaldone" di Leopardi sull'argomento, le 141-142].
Non c'è contraddizione sul tema perché, come dicevo poc'anzi, ogni "negativo" ha bisogno di un "postivo" per palesarsi (e viceversa, naturalmente).
Grazie a tutti per gli spunti interessanti.
Un saluto collettivo e caro.
C.
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