akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

01 agosto 2009

1388. Non per me almeno, non ora


Sei, sette chilometri di prati verdissimi e solo una sottile linea di sabbia che separa due tavole di cristallo. Ecco cosa ho visto passando a fianco del St. Ninian's tombolo, uno dei tanti luoghi metafisici che mi sono ri-apparsi da quando sono tornata qua.
A dire il vero non ero diretta lì, ma leggermente più a Sud, verso la Loch of Spiggie Reserve, dove mi attendeva una guida d'eccezione che mi ha condotta per mano quasi fino a Sumburgh Head. Migliaia di volatili (che eleganza quei cigni...) e un vento impetuoso mi hanno scossa fino alle fondamenta dell'anima.
Avevo con me la fotocamera, ma ho fatto pochissimi scatti; ho capito subito che non sarebbe stato l'occhio a immortalare quegli attimi irripetibili. Erano altre le corde da toccare, altri i tasti da percuotere, e allora ho affidato al mio taccuino il compito di testimone silenzioso, mentre il mio accompagnatore - quasi avesse compreso - si limitava a indicarmi col dito ora uno squarcio di luce, ora una frullìo d'ali leggere.
A sera, dopo il rientro a Lerwick, mi sono chiesta il perché di tanto immotivato stupore; in fondo erano luoghi e luci che avevo già visto da ragazza. Mi sono risposta che ripercorrere il tempo attraverso lo spazio non è un vuoto esercizio di comparazione. Lo sarebbe se venisse a mancare la variabile che unisce le due "dimensioni", e cioè l'io di chi osserva.
I luoghi possono essere rimasti immobili, in silente attesa di qualcuno che tornasse a guardarli dopo un certo lasso di tempo. Potrebbe anche darsi che nessuna pietra, nessuna pianta, nessun tratto di fiume o di lago sia mutato da allora. Ma nulla potrebbe essere più come prima. Perché sono io che non sono più quella di prima. E questo è bene, perché la comparazione è tutta interiore. Ecco perché non poteva essere la macchina fotografica a "certificare" un cambiamento, ma un diverso strumento; e allora sarà un differente "album" a raccogliere domande interminabili che cadranno come polvere di stelle su risposte che arriveranno fra giorni, mesi, magari fra anni.
Perché tutto mi appare oggi indefinito: sento di avere un'anima chiara, che tutto raccoglie e comprende; ma testimoniare questa "chiarezza", offrire a mia volta ciò che ho raccolto e compreso non è cosa semplice.
Non per me almeno, non ora.

°

In questi giorni il diario di un altro viaggio mi sta appassionando.


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7 Comments:

  • At 1/8/09 12:52 AM, Anonymous Anonimo said…

    Racconti la bellezza che incontri tra la gente e le cose ... soprattutto mostri la tua nascosta bellezza.
    ...encantado!
    Giovenale Nino Sassi

     
  • At 1/8/09 10:40 AM, Anonymous Anonimo said…

    Chebbbello sentire che stai come stai, che bene mi fa.

     
  • At 1/8/09 11:53 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie carissimo Nino e grazie anche a te Anonimo entusiasta...

    Un saluto a entrambi.

    C.

     
  • At 2/8/09 12:21 PM, Blogger paleologo said…

    sei testimone della meraviglia,
    hai abbandonato il mare aperto dei "greci" la tua è RItornata ad essere ammirazione del creatore...fanciulla, che te ne fai della CONOSCENZA quando sei grado di avvertire il "MIRACOLO"?
    con affetto!

     
  • At 2/8/09 1:42 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Carissimo,

    fu il vento della "meraviglia" a portare con sé la consapevolezza del conoscere sulle coste lambite dal mare greco.

    E Odisseo, anche lontano da quel mare che lo aveva visto nascere, non perdette mai la speranza di tornarvi.

    Lui, che aveva combattuto persino un dio, senza essere vinto.

    Per quel che mi riguarda è a lui che - con molta modestia - io guardo; lui che volle restare uomo rinunciando persino all'immortalità, lui che lottò per capire, lui che non si arrese ai prodigi ma che costruì - con pertinace costanza - le condizioni per tornare da chi gli era caro.

    Sulla Terra, non in improbabili cieli.

    Stammi bene.

    C.

     
  • At 2/8/09 3:58 PM, Blogger paleologo said…

    ... al pari di ELPINIO
    Diremo che questo mondo finito, con questi finiti astri, comprende la perfezione de tutte le cose?
    (G.Bruno)

    Piove a Lerwick?
    Ciao V.

     
  • At 2/8/09 4:13 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Direi di sì, carissimo.

    Ora non più, c'è un timido sole e un bel vento fresco e gagliardo che porta con sé voci lontane.

    Un saluto caro.

    C.

     

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