akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

30 luglio 2009

1386. Infiniti di luce


Dal giro del monte si apre uno spazio di tempo. Verso la baia, nascosta da un gioco di luci, una presenza sembra invitare a un destino.
Non c'è un io che possieda centralità laddove tutto si muove, in un'imprescindibile miscela di cielo, terra e acqua. La narrazione si fa dubbio, il dubbio si fa sostanza.
E dal cielo al mare, dal mare alla terra finisce quel senso di separazione, un disagio legato a quella presenza che ha come portato finale tutto il senso del suo essere astratta.
Riemerge un tema, uno stile di natura che tutto conforma e unisce, che tutto placa e rivela. In questo tempo di spazi certi e in questi spazi che rendono il tempo tanto incerto io prego perché tu possa conoscermi (finalmente) e lucidamente sentirmi.
Mi sveglierò da questo sogno e ti legherò al silenzio.
Poi ci saranno giorni nuovi, per me, per noi. Per il nostro presente condiviso.

°

Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio stile.
Bisogna che il suo stile sia padrone delle cose.
p. 2611


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3 Comments:

  • At 31/7/09 1:28 PM, Anonymous Frà said…

    è una bella "rinascita" questa...

     
  • At 31/7/09 5:08 PM, Anonymous Anonimo said…

    Ciao Clelia è un pò che non passavo, ma è sempre un piacere, oltre che uno spunto per molte riflessioni leggere il tuo zibaldone elettronico, i miei più sinceri complimenti, e purtroppo in ritardo anche tanti auguri, ciao e buena suerte!

    Nemo

     
  • At 31/7/09 6:43 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Nemo caro, grazie per tutti i buoni auspici. Li ricambio con stima.

    °

    Un saluto anche a te, cara Fra.

    C.

     

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