akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

19 luglio 2009

1382. Gli armonici dell'anima


Cranly, ritornato serio, rallentò il passo e disse:
- Solo assolutamente solo. Tu non hai paura di questo. E sai che cosa vuol dire questa parola? - Non soltanto essere staccato da ogni altro, ma nemmeno avere un amico. -
- Affronterò questo rischio - disse Stephen.
- E non avere quella persona - disse Cranly - che sarebbe più di un amico, più anche del più nobile e sincero amico che uno abbia mai avuto. -
Sembrava che le sue parole gli avessero scosso qualche corda nascosta dell'anima. Aveva parlato di sé? Di se stesso com'era o desiderava di essere? Stephen in silenzio gli scrutò il viso per qualche istante. C'era là una fredda tristezza. Aveva parlato di sé, della sua solitudine, che lui temeva.
- Di che parli? - domandò Stephen alla fine.
Ma Cranly non rispose.

°

Gli ultimi giorni qui sono trascorsi a ripercorrere le memorie dublinesi (e i relativi luoghi) di Leopold Bloom. Quelli del 16 giugno 1904, per intenderci. Quelli dove la letteratura si è trasformata in leggenda. Ho usato l'Ulisse come guida, ripercorrendo tutte le "stazioni" della personalissima Odissea dell'artista. Dall'alba sugli scogli di Sandycove, al mezzodì verso Prince's Street, per andare lenta verso la sera in cui Bloom, attraverso la Bolton e e la Dorson, compie il suo nostos ricongiungendosi al figlio Stephen (novello Telemaco).
Abbiamo passeggiato moltissimo, io e F., percorrendo le miglia che separano i vari luoghi di quell'unico giorno di giugno. Dedicandoci con impegno al nostro progettato "pellegrinaggio" letterario e geografico.
Erano gli ultimi lampi di questa bella permanenza qui a Bray. Dopodomani ricomincia il viaggio: in aereo ad Aberdeen e poi in nave fino alle isole Shetland, dove mi tratterrò per un po'. Il mio ospite è triste, io stessa non lascio questi luoghi a cuor leggero. Ma navigare necesse est, come si suol dire, anche se questa permanenza irlandese sarà impossibile da dimenticare; così come impossibile da dimenticare sarà per me la dedizione del mio caro amico al quale sarò riconoscente per sempre, per la squisita ospitalità e per il molto tempo che mi ha dedicato.

I prossimi appunti li scriverò da Lerwick, se tutto va bene.


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