akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 luglio 2009

1376. Dovevo ancora inventare la vita...


Sono tornata a Glendalough dopo quasi quindici anni.
E' passata una vita e quasi non me ne sono accorta. O forse sì, e non voglio farmene una ragione.
E' curioso notare come - a distanza di anni - sembrino cambiare i luoghi, mentre invece è vero il contrario: siamo noi che cambiamo; noi e il nostro modo di guardare il mondo, le cose, le persone, i fatti.
Questo Seneca lo spiega bene - e più volte - al suo caro Lucilio.
L'ho imparato anch'io, e forse era l'ora.

[Del resto la concezione di questo viaggio à rebours è nata proprio da questa presa di coscienza. Per adesso ancora non so quanto il "viaggio" durerà e dove realmente mi porterà, penso comunque che sarà lungo sia in senso spaziale che temporale. Staremo a vedere].

Tornando alla pace di Glendalough lascio la parola a chi ha saputo trasformarla in canto, non potrei nemmeno lontanamente sognare di descrivere quei luoghi (morti alla vita ma pronti a trasformare l'idea della morte in un'eterna pace che vive) meglio di Salvatore Quasimodo:

I morti di Glendalough
sotto le croci celtiche guardano da un monte
fluido di nubi nere
e corte. Dicono che fuggono la primavera,
ascoltano lentamente i rovesci
di pioggia e le ombre dei corvi
che passano e seguono lassù parole
bianche di ponente. Sono amici
questi morti dei burroni,
compagni del mare che più in là
si curva di bufere e incastra
le onde con la luna. I nomi dei celti
sono d'allarme e di rombi illusi.
Vicino a un torrente, sotto il sole,
non c'era né tempesta né il romantico
crepuscolo di mezzogiorno
e solo un corvo ghignava
dal cielo, ricordando una Donna bellisisma
morta d'amore dentro il convento di Kevin
dal tetto a imbuto.



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2 Comments:

  • At 10/7/09 11:14 AM, Anonymous Anonimo said…

    Era davvero il tempo di grazia, il tuo tempo opportuno!
    Un caro saluto
    Caterina

     
  • At 12/7/09 3:53 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Spero sia davvero come tu dici (ma ho buoni presentimenti in tal senso).

    Ricambio il saluto.

    C.

     

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