
Quali particolari affinità gli sembrava esistessero fra la luna e la donna?
La sua antichità nel precedere e sopravvivere a successive generazioni telluriche: la sua dominazione notturna: la sua dipendenza di satellite: il suo riflesso luminare: la costanza in tutte le sue fasi, il sorgere, il tramontare al momento stabilito, luna crescente e calante; l'invariabilità forzata del suo aspetto: la sua risposta indeterminata all'interrogazione non affermativa: il suo influsso sul flusso e riflusso delle acque: il suo potere di far invaghire, di mortificare, di rivestire di bellezza, di rendere folli, di incitare e coadiuvare alla delinquenza: la tranquilla imperscrutabilità del suo volto: la terribilità della sua isolata dominante implacabile risplendente vicinanza: i suoi auspici di tempesta e di bonaccia: lo stimolo della sua luce, del suo movimento e della sua presenza: l'ammonimento dei suoi crateri, i suoi mari aridi, il suo silenzio: il suo splendore, quando visibile: la sua attrazione quando invisibile...
3 Comments:
At 24/6/09 1:21 PM,
Giuliano said…
Joyce è sempre un piacere: il bello dei libri "difficili" è che non si finisce mai di leggerli - ma anche questo è difficile da spiegare a chi non vuole ascoltare.
A proposito di Luna, fra i tuoi cd c'è "Rock bottom" di Robert Wyatt? (1974, un testo "stralunato" che è una dedica alla moglie).
PS: Non conosco bene la ragione per cui ogni tanto togli i commenti, ma quando lo fai hai tutta la mia approvazione. (immagino...)
At 24/6/09 1:38 PM,
Clelia Mazzini said…
No, non c'è, però >>>l'ho appena ordinato.
Perché degli amici mi fido.
Stammi bene.
C.
At 24/6/09 3:08 PM,
Giuliano said…
Ah beh, non volevo arrivare a tanto! Wyatt ha anche in repertorio una lunga "Moon in June" che è del periodo con i Soft Machine (il terzo album). La particolarità di "Rock bottom" è che nel frattempo Wyatt aveva avuto un grave incidente, e quindi la dedica è molto sentita - ma penso che online ci sia tutta la storia.
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