akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 giugno 2009

1360. Il dono inestimabile


Quid πλατανωυ opacissimus?

...La vita che ci fu offerta
noi la vivemmo
avendo pietà di tutti coloro che
con pazienza aspettavano all'ombra dell'alloro
o sotto tristi platani,
o di quelli che
parlando da soli nel buco di un pozzo
finirono per perdersi nell'eco della loro stessa voce.
E come non avere compassione
anche dell'amico che con noi divise
fatica e sacrifici,
e che finì con l'abbracciare il sole
divenendo per noi presenza solidale,
senza sperare mai in un compenso
che non fosse gioia.

E' proprio a te che
- liberi finalmente da questo sonno infinito -
chiediamo il dono della pace.

3 Comments:

  • At 21/6/09 12:35 PM, Anonymous Anonimo said…

    Quest'oggi,
    discutevo con un amico sulla partecipazione appassionata e senza compenso dell'amicizia.
    Gli manderò la "tua" poesia di Seferis.
    Arriva meglio, dove io non sono riuscita.

    Buona giornata,Clelia.
    Alexandra ( AlfaZita)

     
  • At 21/6/09 6:28 PM, Anonymous Anonimo said…

    Adoro le poesie di Seferis. La poesia ( cioe' il poiein ) come documento vitale e' di per se', come una storia della memoria, la memoria di tutto quanto esiste in cio' che viviamo.
    Hubert

     
  • At 22/6/09 5:11 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Alessandra, felice di essere il tuo "strumento" di comunicazione.

    °
    Hubert, condivido il tuo pensiero (molto "quasimodiano").

    Un saluto a entrambi,

    C.

     

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