
Quid πλατανωυ opacissimus?
...La vita che ci fu offerta
noi la vivemmo
avendo pietà di tutti coloro che
con pazienza aspettavano all'ombra dell'alloro
o sotto tristi platani,
o di quelli che
parlando da soli nel buco di un pozzo
finirono per perdersi nell'eco della loro stessa voce.
E come non avere compassione
anche dell'amico che con noi divise
fatica e sacrifici,
e che finì con l'abbracciare il sole
divenendo per noi presenza solidale,
senza sperare mai in un compenso
che non fosse gioia.
E' proprio a te che
- liberi finalmente da questo sonno infinito -
chiediamo il dono della pace.
3 Comments:
At 21/6/09 12:35 PM,
Anonimo said…
Quest'oggi,
discutevo con un amico sulla partecipazione appassionata e senza compenso dell'amicizia.
Gli manderò la "tua" poesia di Seferis.
Arriva meglio, dove io non sono riuscita.
Buona giornata,Clelia.
Alexandra ( AlfaZita)
At 21/6/09 6:28 PM,
Anonimo said…
Adoro le poesie di Seferis. La poesia ( cioe' il poiein ) come documento vitale e' di per se', come una storia della memoria, la memoria di tutto quanto esiste in cio' che viviamo.
Hubert
At 22/6/09 5:11 PM,
Clelia Mazzini said…
Alessandra, felice di essere il tuo "strumento" di comunicazione.
°
Hubert, condivido il tuo pensiero (molto "quasimodiano").
Un saluto a entrambi,
C.
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