1356. Ineluttabile
Sono in pacee di questo sono grata al mio destinoperché non ti ho mai perso del tutto.Così come una perla nasce in una conchigliain me fiorisce dolcemente il tuo esseree se mai giungesse il giornoin cui volessi dimenticartisarebbe il mio stesso sanguea ricordarmi che io e te siamo una cosa sola.Non sono io a dirlo,ma gli dèi.
Memory
[1922]
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12 Comments:
At 16/6/09 8:37 AM,
ale said…
ciao Clelia sono le grazie del tuo blog...un blog che cambia la vita e costringe a riflettere..è questo per me il vero confronto!
mi permetti un abbraccio?
At 16/6/09 10:29 AM,
Anonimo said…
Indelebile consapevolezza dell'appartenenza sentimentale ,come elusione del capriccio degli Dei.
Hubert
At 16/6/09 1:58 PM,
Anonimo said…
Ciao Clelia,
vinco l'imbarazzo di una domanda frettolosa e inopportuna fatta qualche post fa.Un attimo dopo capivo il senso degli auguri che qualcuno ti aveva rivolto. Scusamene.Un abbraccio, Marinella
At 16/6/09 4:05 PM,
Gioacchino said…
Senz'altro la mia reazione a questa poesia intima e sincera non può essere la stessa di chi riesce a definirsi anche attraverso prospettive future (come scrivevi qualche giorno fa), anziché esclusivamente attraverso un passato malamente o positivamente vissuto; ma proprio in questa poesia - sarà la combinazione particolare di situazioni e parole - credo una certa convergenza tra esperienze diverse sia possibile: dopo tutto, non è detto che l'immedesimazione sia mimetica. "Memory" mi comunica l'importanza, non del ricordo, ma del ricordare e che la vita, quando ci offre qualcosa di prezioso ci destina anche ad accoglierne le conseguenze future: come se nell'amore non vi fosse solo amore, ma anche il fardello della memoria che un giorno ci rimarrà in sua vece. Anche se noi siamo incapaci, al momento opportuno, di scindere e riconoscere, ciò che è da ciò che sarà. Chissà che a posteriori non si possa ancora rimettere ordine in quel caos. Un caro saluto,
Gioacchino
At 16/6/09 7:57 PM,
JLBO said…
"Sono in pace..."
J'aime à croire que ces paroles, vous les prenez à votre compte, et que vraiment vous ETES en paix. C'est le voeu de mon coeur, en tout cas.
J'aime ces belles photos. Elles respirent la paix, en effet.
Et la poésie introduit cette scansion, cette respiration - une brèche ?- sans laquelle la philosophie serait pure abstraction (fenêtre fermée, comme l'écrivait Pessoa). Bien amicalementà vous.
At 16/6/09 11:52 PM,
Clelia Mazzini said…
Ale, permetto e ricambio.
°
Hubert, ciao.
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Marinella, avevo compreso. Niente scuse cara amica.
°
Gioacchino, ne abbiamo già parlato: il futuro è tutto nel presente. Anche il passato ha un motivo di esistere solo se lo ricordiamo, ora (e sottolineo ora). Stammi bene.
°
JLBO, hai colto nel segno (almeno nella prima parte del tuo intervento; sulla seconda avrei qualcosa da ridire, ma so che sulla filosofia i nostri sguardi sono un po' diversi. Meglio così, l'omogeneità sarebbe monotona).
C.
At 17/6/09 10:06 AM,
Domenico Fina said…
Non ho mai capito il desiderio di fusione degli innamorati, il loro mitico convincimento d’essere al centro del mondo, i loro patti segreti. Se fossi un poeta non scriverei “io e te siamo una cosa sola”, ma scriverei “io e te siamo io e te”, che c’è di più bello di una tenera tautologia !
At 18/6/09 6:10 PM,
Clelia Mazzini said…
Non male l'idea tautologica in amore, non male davvero...
E' un'ipotesi "altra" che comunque non mi pare vanifichi del tutto quella di Karin.
C.
At 19/6/09 12:01 AM,
JLBO said…
A la fusion des amants, pur fantasme de l'"eros", dont la visée ultime - inconsciente - ne peut être que la mort (comme il est manifeste dans "Romeo and Juliet" : deux adolescents - comme dans "Twilight", d'ailleurs...) Denis de Rougemont oppose le réalisme de l'"agapê" qui maintient l'indépassable différence des amants. L'un est "passion" (même racine grecque - "pathein" = souffrance - que passif, passivité)et mort; l'autre est "amour" actif, c'est-à-dire acceptation de la limite et choix de l'agir (l'adulte, idéalement, bien sûr, se projette avec réalisme dans le temps qu'il sait être la dimension de sa puissance autant qu'elle est le signe de son impuissance)pour l'être aimé : vie.
At 19/6/09 12:20 AM,
Clelia Mazzini said…
Bella analisi.
In fondo torniamo sempre a --->Leopardi.
Ciao caro,
C.
At 19/6/09 11:27 AM,
JLBO said…
Vous avez raison, chère Clelia : indépassable poésie de Leopardi !
J'ajoute un mot seulement, si vous le permettez, à l'intention de votre lecteur et ami Domenico qui a écrit "Non ho mai capito il desiderio di fusione degli innamorati" (et pour abonder dans son sens) :
"La tendance incestueuse refoule, refuse jusqu'à la forclusion, la parole d'alliance au profit d'une exaltation de la sensation de plaisir comme lieu d'une toute-puissance qui fait, de la chair elle-même, l'origine. Confisquée par la tyrannie sensationnelle d'un principe de plaisir sans au-delà, la différence sexuelle n'a plus qu'à s'inscrire dans l'opposition à mort d'une jouissance narcissique où l'un et l'autre s'annulent pour qu'il n'y ait pas de différence." (Denis Vasse, Inceste et jalousie, Seuil, 1995, p.90)
At 19/6/09 1:21 PM,
Clelia Mazzini said…
Leggo molto Platone nell'opera di Vasse. Comunque bella.
Grazie caro,
C.
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