akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

14 giugno 2009

1355. Un'alternativa decisiva [II]


...Non diciamo dunque che la filosofia è morta: la sua impossibilità di parlare della verità è soltanto il segno che la verità è qualcosa di molto più originario che l'oggetto di un discorso. La filosofia può possedere la verità in modo profondo e direi addirittura sorgivo, e tenerla presente sempre, anche e soprattutto quando nei discorsi particolari affronta questioni determinate e oggetti definiti. Questo anzi è un punto in cui la filosofia mostra con la massima evidenza la sua importanza decisiva nel mondo attuale, ciascuno di noi si trova oggi, quale che sia la sua attività: l'alternativa fra verità e tecnica. I discorsi particolari non sono univoci, perché di qualsiasi cosa si può parlare in modo o solamente tecnico o veramente filosofico, a seconda che ci si attenga soltanto alla determinatezza del problema e dell'oggetto o invece la si afffronti col senso di un'ulteriorità più vasta e profonda. Anche a proposito della minima cosa l'uomo si trova di fronte a un'alternativa decisiva, in cui non può rimanere neutrale e deve scegliere: l'alternativa fra il pensiero che è rivelativo anche quando parla del minimo dato dell'esperienza e il discorso che è empirico anche quando si riferisce alla verità; l'alternativa fra il discorso filosofico, che di qualunque cosa parli dice sempre qualcos'altro, e il discorso tecnico, che parla di ciò di cui si parla; l'alternativa fra il restare fedeli all'essere o dominare gli enti, ricordare la verità o limitarsi all'esperienza, recuperare l'origine o chiudersi nell'istante...