akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

03 giugno 2009

1344. Giurisdizione sentimentale


Ritorna così il tuo viso, all'improvviso, come una cornice che racchiude uno specchio, o un bordo di raso sul mio cappello nuovo, per questo sole che va e viene, che a volte non perdona e altre si diverte a negoziare quel domani che non avremo.
Vorrei considerarti una semplice disattenzione (oppure semplicemente dimenticarti, come si usava fare - per comodità - una volta). Ma il mio mondo ha qualcosa di te senza il quale l'equilibrio non torna, e oggi, tra la luce diffusa sul prato e l'ombra raccolta ai margini del bosco, ho notato orme che nessun piede ha mai lasciato. Un semplice incanto; un immortale, infinito incanto di un attimo. Eppure a quell'attimo io ho creduto, e di quel destino improbabile - fatto di promesse non mantenute e di puerili stratagemmi - mi sono fatta garante e testimone.
Sai dirmi, per favore, in quale aula si terrà il prossimo processo alle tue intenzioni?

°
Lo specchio che hai fissato sul petto
è il segnale di un patto profondo
tu mi guardi mentre io ti guardo dentro
e se ti guardo dentro
mi vedo
da Come può un poeta essere amato?
Diario 16.8.1981-17.8.1982
in Invasioni
Ed. Mondadori, 1984


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