akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 maggio 2009

1326. Passaggi

Una >>>bella intervista ad Alain Badiou su Le Monde di oggi mi spinge a 'rispolverare' il suo capolavoro, L'Être et l'événément (pubblicato in italiano da 'Il nuovo Melangolo' con il titolo L'essere e l'evento), un testo corposo sul quale, nove anni, fa passai un mese indimenticabile nella piovosa estate di Goa. Molti ricordi, è vero, ma anche un paziente lavoro di ricucitura fra la me stessa di oggi e quella di allora.
Concordo con il filosofo: ogni evento interrompe e - a suo modo - ricompone quel puzzle molteplice che è la vita di ognuno. Un mosaico impossibile da completare, perché all'atto di ogni nuova 'crisi' (intesa nell'accezione propria del termine), si generano nuove tessere, alcune delle quali del tutto incompatibili con le precedenti. E pertanto tutto il disegno della propria Weltanschauung va riprogettato, reimpostato, rivisto e - finalmente - vissuto in tutta la sua 'astratta' possibilità di resistere alla distruzione sistematica operata dalla vita.