akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

20 maggio 2009

1324. Che si saranno detti?


Correva l'anno 1941, il mese era Settembre, in una Copenaghen già occupata dai nazisti avviene l'incontro tra Werner Karl Heisenberg, uno dei fondatori della meccanica quantistica e giovanissimo premio Nobel per la fisica (ottenuto anche grazie alla teorizzazione del noto principio di indeterminazione), e Niels Bohr, suo maestro e anch'esso premio Nobel per la fisica (assegnatogli per la sostanziale luce da lui gettata sulla struttura atomica). Il primo - pur non essendo dichiaratamente nazista - era in forze al piano del III Reich per la fabbricazione di una possibile arma di distruzione di massa; il secondo - ebreo per parte di madre - era in procinto di recarsi negli Stati Uniti dove avrebbe poi preso parte attiva alla messa in opera del secondo ordigno atomico che fu scaricato nei cieli di Nagasaki.
Nessuno sa cosa effettivamente si siano detti gli antichi sodali, collocati in quel momento sulle rive opposte del fiume di sangue che attraversava l'Europa di allora.
Mio padre se lo chiedeva sempre e anch'io ci ho pensato oggi approdando casualmente >>>qui.
Molte le interpretazioni successive e pochissime le certezze; ci resta comunque il fascino del non-detto che, almeno per me, è parte integrante della vita, con il suo corollario di possibilità, alibi, risultanze e dubbi. Anche per questo, oggi, ho ripreso in mano "antiche carte" e trovato pace in certe "stanze" poco frequentate dalla mia mente.