akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

19 maggio 2009

1321. Un prossimo non così 'prossimo'

Che libro strano... Tutto margini e metafore, accerchiato dal silenzio rumoroso della notte ma capace di squarci limpidissimi sulla vita e su un domani che - quasi sempre - finisce per confondersi con l'irrealtà di un passato che sembra sempre sognato e mai vissuto veramente fino in fondo.
Solitudine e speranza, la certezza del vivere cercata sovente nel territorio magmatico del "prossimo", mai così lontano da chi narra e mai così vicino da chi ascolta. Si crede e ci si illude per un briciolo di coraggio, si muore per paura e si risorge per avventura.
Una prova sublime, da delibare a sera, di fronte a un orizzonte indefinito.

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...C’è poi anche il piccolo inconveniente che non sono italiano, figuriamoci veneziano. Vale pure per quel ragazzone ceco che suona il sax alto. Ci apprezzano, gli altri musicisti; e facciamo anche comodo, ma non rientriamo nei canoni ufficiali. Voi limitatevi a suonare e a tenere la bocca chiusa, ecco cosa ci dicono sempre i direttori. Così i turisti non si accorgono che non siete italiani. Vi presentate in giacca e cravatta, occhiali da sole e capello liscio, e nessuno vedrà la differenza, basta che non vi mettiate a parlare...
Kazuo Ishiguro
Notturni