akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 maggio 2009

1320. Uno sguardo di rimando [IV] Un silenzio incompiuto


C'è silenzio, eppure non mi ascolto.
Il confine fra credere e capire è labile, come labile è la certezza di conoscerti.
Posso chiedere al domani ciò che voglio, ma non voglio chiedere tempo al Tempo; è futile l'illusione di avere un solo attimo in più, per me, per noi.
Tu ridi di questi miei pensieri irrisolti. Eppure è grazie a loro che tu puoi parlare e io conoscere, e capire, e credere in te. Fino in fondo.
Non sottovalutare il senso del silenzio e io non sottovaluterò quel tempo che decidi di concedermi.
Poco per il percorso sul quadrante, molto per vincere un'attesa.

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Così una voce ci dice, quando speriamo nella salvezza, che la nostra speranza è vana, eppure è soltanto lei, la speranza impotente, a permetterci anche solo di tirare il fiato. Ogni contemplazione e speculazione filosofica non può fare altro che ricalcare pazientemente, in figure e abbozzi sempre nuovi, l'ambiguità della malinconia. La verità è inseparabile dall'illusione che un giorno, dalle figure e dai simboli dell'apparenza, possa emergere, nonostante tutto, libera da ogni traccia di apparenza, l'immagine reale della salvezza.
 Theodor W. Adorno
Minima moralia
II, 78

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