akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

07 maggio 2009

1306. Dare i numeri, ma con ironia

E Trasimaco, udito ciò, scoppiò in una risata sardonica, e disse:
- O Eracles, ecco la solita ironia di Socrate. Io già lo sapevo, e l'avevo predetto a costoro, che non avresti voluto rispondere, che avresti fatto dell'ironia e saresti ricorso a qualisiasi altro espediente pittosto che rispondere se uno ti avesse interrogato. -
- Si vede - replicò Socrate - che sei un sapiente, Trasimaco; sicché sapevi bene che se uno chiedesse ad un altro qualsiasi quanto è dodici e, appena rivoltagli la domanda, gli dicesse subito: "Bada però, amico, di non rispondermi che dodici è due volte sei o tre volte quattro o sei volte due o quattro volte tre, perché non sono disposto ad accontentarmi di codeste chiacchiere"; non potresti non riconoscere che nessuno sarebbe in grado di rispondere a chi lo interrogasse in questo modo. Egli allora potrebbe obietttarti: "Che vuoi dire, Trasimaco, che io nondovrei darti nessuna di queste risposte, neanche, meraviglioso uomo, se qualcuna di esse sia, per caso, la buona, e dunque, per piacere tuo, io dovrei dirti qualche cosa di difforme dal vero?"...
Platone > Repubblica > 336e-337a/b