akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

03 maggio 2009

1294. L'ultima terra incognita

Le menti sono l'ultima terra incognita, fuori dalla portata della scienza e - nel caso delle menti prive di linguaggio - anche da quella della conversazione empatica. E allora? Allora dovremmo temperare la nostra curiosità con un poco di umiltà: non confondere le questioni ontologiche (i problemi riguardanti ciò che esiste) con quelle epistemologiche (relative al nostro modo di conoscere le cose). E' necessario che impariamo ad accettare questo fatto straordinario riguardante ciò che è inaccessibile all'indagine.

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6 Comments:

  • At 3/5/09 7:58 PM, Blogger roberto.bonuglia said…

    Cara Clelia,

    oggi la tua scelta filosofica mi ha fatto molto riflettere.
    Non per essere in disaccordo con Dennett, ma forse più che "all'inaccessibilità all'indagine" credo che dovremmo arrenderci all'inaccessibilità umana alle straordinarie capacità che le nostre menti hanno potenzialmente e che noi, solo in minima parte, sappiamo utilizzare. E' alla nostra mente, dunque, che siamo inaccessibili. O meglio, all'uso pieno e totale delle nostre energie mentali.

    Per quanto le nostre menti possano "elaborare" siamo infatti in grado di indagare, di creare e di riflettere (e quindi di elaborare)raggiungendo anche dei buoni risultati. Il problema è che possiamo farlo entro un certo limite. Quel limite che l'uomo da secoli cerca di superare, allargare, migliorare. Talvolta con successo, segnando fasi di sviluppo, talaltra senza successo, regredendo a stadi precedenti, in momenti e fasi di declino.

    E ciò, forse, è il prodotto della natura umana, così complessa ma così imperfetta.

    Saluti cari Clelia, e gratitudine "mentale" per avermi fatto passeggiare su terreni insoliti (come quelli della filosofia) per un lettore di politica e letteratura come me.

     
  • At 3/5/09 8:32 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Carissimo,

    lo so, Dennett crea sempre - bontà sua - dubbi e perplessità in chi lo legge e ascolta. In questo particolare passo, però, è bene che io stigmatizzi il fatto che lui parla di "menti altrui", più che delle nostre.
    L'indecifrabilità, quindi, è tutta contenuta nei pensieri di chi ci sta di fronte: è quello il vero mistero al quale dobbiamo arrenderci (a meno che non si abbiano davanti persone assolutamente sincere, che ci rivelino se stesse chiaramente, come se fossimo davanti a uno specchio. E, converrai con me, senza nulla togliere alla buona fede di nessuno, questo è un caso assai raro...).

    Un saluto caro e riconoscente.

    C.

     
  • At 4/5/09 2:33 PM, Blogger Kerub said…

    venient annis saecula seris...

    ciao.

     
  • At 4/5/09 3:26 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    E dunque nutriamo qualche speranza...

    Ciao carissimo (mi apri il cuore quando citi Seneca, lo sai).

    C.

     
  • At 4/5/09 4:39 PM, Blogger khayyamsblog@gmail.com said…

    Cara Clelia,

    sì è proprio un fatto raro....

    Saluti cari e grazie x la scelta odierna: la Cialente è una delle mie scrittrici preferite.

    RB

     
  • At 4/5/09 5:23 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Roberto caro,

    grazie ancora per l'attenzione.

    C.

     

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