akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

23 aprile 2009

1278. Beata gioventù

Ma uno di quei sacerdoti (egizi), un vecchione, gli disse: "O Solone, Solone, voi Elleni siete sempre dei fanciulli, e un Elleno vecchio non c'è." Ed egli, sentito ciò: "Che vuoi dire con questo?", chiese: "Giovani siete," rispose, "d'anima tutti; giacché in essa non avete udita nessuna antica opinione o scienza, che col tempo sia per voi diventata vecchia"...
L'interpretazione che mi sento di dare a questo interessantissimo passaggio del Timeo platonico è questa: ciò che per il sacerdote egizio è un difetto, il fatto cioè che i Greci abbiano un approccio "evolutivo" alle idee, che una nuova idea rincorra incessantemente le vecchie per migliorarle ed emanciparle, è per Solone un pregio: il non avere una verità rivelata, da accogliere acriticamente, ma un insieme di teorie da "svelare" (e mai in maniera definitiva), è questa la forza della filosofia greca. Sta in questa diversità tutta la differenza tra "rivelazione" e "svelamento". Il primo approccio è passivo, il secondo è attivo e potenziale.
Inutile dire da che parte stia la sottoscritta.
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8 Comments:

  • At 23/4/09 2:50 PM, Anonymous Sils said…

    «Ma la maturità è tutto», diceva Shakespeare, che però ne diceva di cose contraddittorie. Maturità, vecchiaia. Non ti stanchi mai, Clelia, di guardare tutte le cose «evolutivamente», relativamente? Devi avere una riserva di curiosità tanto enorme quanto entusiasta, ingenua. Stanca di non avere mai un punto fisso, sebbene orgogliosamente mortale? Non vuol dire accogliere acriticamente, stupidamente. Vuol dire, forse, un po’ à la Kierkegaard, lottare con esso, per esso, in esso. Rendere la lotta fruttifera, infine. Personalmente fruttifera. Ma capisco. Si può anche fare altrimenti: nessuna verticalità (maschile), molta monogamia seriale (ormai femminile, lo sappiamo), e così la storia non va da nessuna parte, è un po’ come stare in un gineceo a contarsela su. E con la storia, l’individuo... Non è epigonale, questo rifluir di pensier greco in un epoca sterile come la nostra? Alla fine tutto nasce più dall’impegno che dalla cerebralità di simili rivisitazioni, che già vent’anni fa erano vecchie tra gli intellettuali newyorkesi che si ritiravano in Connecticut...

     
  • At 23/4/09 3:07 PM, Blogger Kerub said…

    io penso che Platone riconosca una particolarità della cultura greca: l'essere stati separati dai grandi punti di irraggiamento culturali (accadico-sumero e egiziano) da una qualche cesura.

    un cataclisma, un periodo buio, un qualcosa che ha lasciato i Greci da soli a confronto con brani della sapienza antica.

    e da questi brandelli, astraendo e inventando (per ignoranza, per colmare buchi di conoscenza) hanno filato filosofia dal mito, hanno dato senso nuovo a vecchie parole (come l'apeiron dalla polvere).

    tante cose si sono perse (come quella certa speciale "cartografia" confusa poi con la lettura dei fegati) ma nel complesso i Greci hanno fatto quei passi che le mastodontiche elaborazioni culturali egizie e sumere non avrebbero mai avuto il coraggio di fare.

    in questo senso i Greci paiono veramente dei fanciulli di fronte alle antiche civiltà.

    com'è che diceva quall'altro neo-platonico famoso?

    se non rinascerete come fanciulli...

     
  • At 23/4/09 3:24 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Hola, Kerub, quasi me l'aspettavo, il tuo commento.

    Anche il tuo, me l'aspettavo, Sils.

    Un saluto caro a entrambi.

    C.

     
  • At 23/4/09 7:22 PM, Blogger Kerub said…

    Hola Clelia,
    ammetto di essere un esemplare perfetto per certi esperimenti.
    Tra Pavlov e De La Tourette...

     
  • At 23/4/09 7:28 PM, Anonymous Anonimo said…

    A me sembra che, specie parlando di platone, non si possa proprio definire “evolutivo”, l'approccio dei greci alle idee, questo in genere.
    Aggiungerei pure che il frammento riportato non lascia pensare che Solone consideri un pregio la propria “giovinezza” anzi,
    magari leggendo un brano più ampio del timeo, si scoprirebbe che Solone lsi rivolge al sacerdote egizio, con rispetto e ansioso di sapere.

    ciao,k.

     
  • At 23/4/09 8:38 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Kerub, non dire così, sai bene che le comuni frequentazioni con il professor Semerano ci rendono in un certo qual modo suscettibili di non essere sempre considerati "ortodossi" su certe materie d'indagine...

    E' sempre un piacere rileggerti, lo sai.

    C.

    °

    k., quando si agisce nel campo dell'ermeneutica si sa che gli sguardi - anche sul medesimo obiettivo - possono essere diversi (e proprio ieri citavo Foucault sull'argomento).

    Direi che è giusto che le cose vadano così, anzi, non concepirei nulla di meglio di questa nostra diversità di opinioni.

    Stammi bene.

    C.

     
  • At 24/4/09 1:10 PM, Anonymous Sils said…

    Eh, ma uf.
    Se te l'aspettavi, che gusto c'è? Poi manco controbatti.
    Eh, ma allora che discussione è?
    Ri-uf.

     
  • At 24/4/09 6:11 PM, Anonymous Anonimo said…

    Potrei citare Hadot, per ricordare che “ricollocare un qualsiasi filosofo dell'antichità in un alveo non suo, volgarizzarlo, attualizzarlo, renderlo partecipe di eventi che non gli appartengono, è una pratica che spesso è portatrice di vere e proprie mistificazioni”
    Potrei, ma non lo faccio. perchè al contrario di Hadot, ritengo che la filosofia per sua natura debba invece uscire dal suo alveo, dal suo tempo per parlare all'eterno e all'ovunque, a me con le mie scarpe da ginnastica. Proprio per questo non si deve prendere per buona qualsiasi interpretazione. l'ermeneutica non è un altisonante parola che giustifica ogni lettura, al contrario, è la fatica di chi cerca la giusta via.
    Ma può darsi che qualcuno l'abbia già trovata, e filosofia ermeneutica letteratura citazioni, siano un piacevole intermezzo tra una tartina e l'altra.

    Ciao,k.

     

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