akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

22 aprile 2009

1275. Mète (forse) simili, percorsi (senz'altro) diversi

Dal sito della casa editrice Arianna ricavo il testo di un bell'articolo di Pierre Hadot dal titolo molto significativo: >>>Esercizi spirituali e filosofia antica.
Nel corpo dell'articolo (che non è altro che un abstract della più complessa opera omonima) l'autore svolge varie tesi, tutte condivisibili. Una è quella portante: il filosofo antico non può essere in alcun modo estrapolato dal suo contesto di vita e di pensiero.
Ricollocare un qualsiasi filosofo dell'antichità in un alveo non suo, volgarizzarlo, attualizzarlo, renderlo partecipe di eventi che non gli appartengono, è una pratica scarsamente utile, soprattutto per chi la compie. Una pratica all'interno della quale non si celano sempre ragioni storiche ma che, al contrario, è spesso portatrice di vere e proprie mistificazioni.
Le strade della filosofia e della storia hanno ampi tratti comuni, ma non sempre il cammino che conduce alle rispettive mète del conoscere ha un percorso parallelo.
Questo è bene ricordarlo, e Hadot - per fortuna - ci aiuta a farlo.
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