akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 aprile 2009

1273. Un metodo senza emozioni


L’articolo di Elisabetta Amalfitano, tratto dalla rivista Il sogno e la farfalla, prende in considerazione il periodo della Rivoluzione Scientifica, quando il pensiero razionale e il metodo sperimentale si impongono sulla scena filosofica escludendo a priori la sensibilità e l’immaginazione e imponendo la prospettiva logico-razionale come unica e assoluta. Il ’600 è tuttavia un secolo che vede emergere sulla scena cultura e pubblica le donne: in Europa governano ben cinque regine, a Parigi si impongono nei salotti le précieuses e le donne divengono interlocutrici privilegiate dei filosofi. Analizzando in particolare il carteggio fra la principessa Elisabetta di Boemia e Cartesio, l’articolo tenta di evidenziare come il filosofo imponga alla fanciulla il dominio assoluto, se non l’annullamento, di tutto ciò che razionale non è. Passioni, sensazioni, emozioni devono essere bandite per raggiungere la “beatitudine”. Sarà Spinoza a radicalizzare questo razionalismo che si rivela complice del pensiero religioso. La filosofia, alleandosi con la geometria, cerca di estendere il metodo scientifico all’ambito umano, ma così facendo, perde completamente quella sensibilità, quella immaginazione che le avrebbero consentito di non fermarsi al visibile e al misurabile.

[Sito di riferimento: Nuove Edizioni Romane]
Pubblicato con Flock