akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 aprile 2009

1260. La freccia che brucia

Velocemente nell'ingresso, accanto allo stipite, tese il suo arco e prese una freccia intatta, / apportatrice di pene. Poi, senza farsi notare, / varcò la soglia ammiccando con passo leggero, / facendosi invisibile scivolò ai piedi di Giasone; / adattò la cocca in mezzo alla corda e tendendo l'arco con le braccia, / scagliò il dardo verso Medea, e sùbito un muto stupore le prese l'anima. / Poi corse fuori, ridendo, dall'altissima sala, / ma la freccia ardeva profonda nel cuore della fanciulla / come una fiamma; e lei sempre gettava il lampo degli occhi / in fronte al figlio di Esone, e il cuore, che pure era saggio, / le usciva per l'affanno dal petto; non pensava ad altro / e consumava il suo animo in un dolore dolcissimo (γλυκερη άνίη). / Come una filatrice, che vive lavorando la lana, / getta rami sopra il tizzone ardente, e nella notte / brilla la luce sotto il suo tetto (si è alzata prestissimo) / e la fiamma si leva immensa da quel piccolo legno, / e riduce ben presto in cenere tutta la legna; così in questo modo / il terribile (τετρηχώς) Eros, insinuatosi dentro il cuore, / ardeva in segreto; e, smarrita la mente, / le morbide guance diventavano pallide e rosse...

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3 Comments:

  • At 10/4/09 5:48 AM, Anonymous Anonimo said…

    Passo.. leggo.. ma più spesso taccio.

    Nell'impossibilità.





    Per te...

    "Vivere è ciò che non si riesce a dire, il silenzio impossibile...
    Ed esser capaci di creare, per sé stessi, la notte dalla quale il cuore dipende."

    (J.Bousquet)




    Ferma la notte... Clelia
    finché il giorno possiede ancora luce



    E se le persone importanti fossero, o fossero state, cio' che si crede o si credeva (e che si è fatto credere), non avrebbe senso il non averle vicine.
    Allora.. tutto era soltanto uno degli infinti e squallidi spettacoli che si ripetono ogni giorno e da sempre.
    C'è chi recita e chi, da spettatore (cultura, storia, tradizioni, sesso...) si innamora dell'attore.
    Perché, infine, è bello e gratificante sentirsi..qualcosa.. qualcuno..e persino compiacersi di ciò che è.. e che si è.

    Questa è la più diffusa, taciuta, piacevole illusione.
    O soltanto illusione.





    (Da una persona un po' stanca, forse malata, troppo diversa...)
    Un lieve saluto




    M.

     
  • At 10/4/09 8:45 AM, Anonymous Anonimo said…

    Bellissima scelta, davvero.

    Buona giornata.

    J.

     
  • At 10/4/09 11:23 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Massimo, caro, hai ragione.
    L'importanza delle persone non la si valuta a priori (e meno che mai a posteriori), bensì la si desume da ciò che esse sono per noi nella potenziale percezione del presente. Anche se lontane, anche se apparentemente perdute, queste "persone care" ci donano il loro presente, e noi lo sappiamo.

    Tu sai di cosa parlo, tu sai a chi mi rivolgo.

    Cerca di stare bene, amico carissimo.

    C.

    °

    J., grazie.

    Ricambio il buon auspicio.

    C.

     

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