akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

20 marzo 2009

1244. Verità allo specchio



Una profezia non si misura in base al fatto che si realizzi: questa efficace affermazione non si limita a enunciare una verità, indecente e inattuale, non chiede che riconosciamo noi stessi al punto in cui siamo giunti; ci domanda qualcosa in più. [...] Tutti sanno che più ci si avvicina agli specchi, più gli oggetti circostanti si allontanano: allo stesso modo, la parola profetica non punta a realizzare ciò che minaccia, ma ad allontanarlo.


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2 Comments:

  • At 21/3/09 12:55 AM, Blogger gabrilu said…

    Clelia, oggi sono finalmente riuscita a leggere "Lettera da una sconosciuta" di Zweig e a vedere il film di Ophuls, che cercavo da tempo ma non riuscivo a trovare.
    So di essere completamente OT e me ne scuso.
    Ma sono sicura che mi capisci.
    Come sono sicura di non aver bisogno di commentare con te ne il libro ne il film.
    Ciao

     
  • At 21/3/09 2:19 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ti capisco benissimo.

    Sul viso di Joan Fontaine che - rapita - ammira Louis Jouvet suonare il piano, credo vi sia dipinto tutto il nostro stupore.

    Il mio di sicuro, ma credo anche il tuo.

    E poi c'è la lettera vera e propria, quella su cui ruota l'intero capolavoro:

    ...Io credo che ognuno di noi nasca due volte: il giorno in cui viene al mondo e quando prende coscienza della vita...

    Mi fermo qui, ma potrei continuare per ore a parlare di uno dei film che più amo in assoluto e al quale non nego di aver pensato per le mie modestissime "epistole".

    Grazie per il commento (ad averne di OT così...).

    Saluti cari.

    C.

     

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