1244. Verità allo specchio
Una profezia non si misura in base al fatto che si realizzi: questa efficace affermazione non si limita a enunciare una verità, indecente e inattuale, non chiede che riconosciamo noi stessi al punto in cui siamo giunti; ci domanda qualcosa in più. [...] Tutti sanno che più ci si avvicina agli specchi, più gli oggetti circostanti si allontanano: allo stesso modo, la parola profetica non punta a realizzare ciò che minaccia, ma ad allontanarlo.
Pubblicato con Flock



2 Comments:
At 21/3/09 12:55 AM,
gabrilu said…
Clelia, oggi sono finalmente riuscita a leggere "Lettera da una sconosciuta" di Zweig e a vedere il film di Ophuls, che cercavo da tempo ma non riuscivo a trovare.
So di essere completamente OT e me ne scuso.
Ma sono sicura che mi capisci.
Come sono sicura di non aver bisogno di commentare con te ne il libro ne il film.
Ciao
At 21/3/09 2:19 AM,
Clelia Mazzini said…
Ti capisco benissimo.
Sul viso di Joan Fontaine che - rapita - ammira Louis Jouvet suonare il piano, credo vi sia dipinto tutto il nostro stupore.
Il mio di sicuro, ma credo anche il tuo.
E poi c'è la lettera vera e propria, quella su cui ruota l'intero capolavoro:
...Io credo che ognuno di noi nasca due volte: il giorno in cui viene al mondo e quando prende coscienza della vita...
Mi fermo qui, ma potrei continuare per ore a parlare di uno dei film che più amo in assoluto e al quale non nego di aver pensato per le mie modestissime "epistole".
Grazie per il commento (ad averne di OT così...).
Saluti cari.
C.
Posta un commento
<< Home