akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 marzo 2009

1240. Tra plicum e plexum: vita è complessità


...Ciascuno di noi è una combinatoria di esperienze, di relazioni, storie, vissuti individuali e collettivi. Multiple interconnessioni e cause intrecciate a effetti: vita è complessità. A volte è anche complicatezza, ma nella sua essenza è complessità. Complessità è qualcosa di diverso da complicatezza e necessita di strumenti diversi di approccio.
La differenza si coglie già dall'etimologia. Complicato deriva dal latino cum plicum, dove plicum indica la piega di un foglio. Complesso deriva dal latino cum plexum, dove plexum indica il nodo, l'intreccio. La complicatezza rimanda alla linearità del plicum, la complessità all'interconnessione del plexum.

Alberto F. De Toni > Luca Comello
> Viaggio nella complessità

11 Comments:

  • At 18/3/09 12:06 PM, Blogger Gioacchino said…

    Questa duplicità me ne fa venire in mente un'altra, "errare"/"errore", che tanto impegnò il mio amato Tasso. "Errare", nel senso di vagare sospinti dalla Fortuna era alla base dell'intreccio romanzesco nonché metafora della vita, ma implicava anche "errore", da intendersi in senso moralistico, come allontanamento da Dio. Credo che in simili dilemmi vi sia una parte inerente la forma e una riguardante la morale, ma regna una confusione suprema nel momento di riconoscere quali siano le priorità per l'uomo, o nel modo di accettare le varie parti di sé come un tutt'uno. Ciao,

    Gioacchino

     
  • At 18/3/09 12:17 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Sulla parte finale del tuo commento sono d'accordo, anche se credo che in certi casi la spontaneità aiuti più di quanto noi stessi tendiamo a credere.

    Stammi bene, carissimo.

    C.

     
  • At 18/3/09 2:59 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    "Ciascuno di noi è una combinatoria di esperienze, di relazioni, storie, vissuti individuali e collettivi."

    Andrebbe spiegato - se intendono capirlo - a tutte quelle persone che clonerebbero anche una pulce convinti che la pulce clonata sia identica a quella alla quale si erano affezionati ed è morta, non c'è più.

    Esperimenti deprimenti come la pecora Dolly danno vita ad un essere identico ? nessuno di noi è uguale a un altro. Ma la ragioni del cuore, anzi le sragioni del cuore sono infinite.

    Pensiamo ad una Clelia clonata, non sarebbe mai come la nostra Clelia; uno zucchero filato di
    di curiosità e di "vicissitudini sospese".

    Ciao cara

    Domenico

     
  • At 18/3/09 3:14 PM, Blogger JLBO said…

    Edgar Morin : en France le penseur de la complexité (voir la Méthode).
    Bonne journée. Il fait ici un soleil magnifique et les crocus s'en donnent à coeur joie !
    Vale.

     
  • At 18/3/09 3:34 PM, Blogger Lapidarius said…

    Caro Domenico,

    una Clelia clonata neonata non sarebbe simile alla Clelia adulta attuale, ma lo sarebbe assai cospicuamente alla Clelia neonata.

    Più si retrocede nella storia individuale, più ciascuno - giocoforza - assomiglia al proprio clone fino ad essere da esso a malapena, o per nulla, distinguibile. Di converso, più si avanza nell'età più ciascuno diviene dissimile non solo rispetto al proprio clone, ma anche rispetto al suo precedente sé; al punto che potendo avere un invecchiamento di durata indefinita, viene da congetturare che le differenze tra l'individuo invecchiato ed il suo clone, e tra l'individuo invecchiato ed il suo precedente sé della medesima età del clone, tendano progressivamente a divenire sempre meno marcate.

    In altri termini, se adotti un cucciolo di animale neonato che vive con te sino alla vecchiaia e alla morte, e dopo il decesso lo cloni, non riotterrai certo un individuo simile all'anziano adulto deceduto con cui hai condiviso un'esistenza: tuttavia, otterrai un individuo neonato pressoché identico al cucciolo neonato che adottasti. E questo non mi par poco.

     
  • At 18/3/09 3:55 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Si caro Lapidarius, ma io non sono più io e anche un nuovo cucciolo vivrà in un altro tempo, con altre esperienze con un altro me vicino.

    ...Clelia non preoccuparti, si congettura, non vogliamo clonarti.

     
  • At 18/3/09 8:24 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Miei cari Domenico e Lapidarius, grazie per i bei commenti e anche per le lepidezze; lungi da me l'idea che osereste mettere in pratica simili proponimenti sulla sottoscritta che, anzi, a rigor di logica (con l'appoggio di eminenti cattedratici, come per esempio il prof. Dulbecco) ritiene che la pecora Dolly non fosse in realtà un ovino ma un bovino: e più precisamente una bufala.

    Saluti a voi e al buon JLBO che mi diletta sempre con le sue note meteopaesaggistiche.

    C.

     
  • At 19/3/09 9:24 AM, Blogger lucacomello said…

    cara Clelia,

    ti ringrazio per la citazione. Hai voluto cogliere questa differenza lieve (in Italiano spesso usiamo complicato e complesso come sinonimi), ma di straordinaria ricchezza.

    Paul Valery diceva che "tra ordine e disordine regna un momento delizioso". Ecco, proprio lí sta la complessitá. La sperimentiamo ogni giorno.

    Grazie ancora e a presto,

    Luca

     
  • At 19/3/09 9:24 AM, Blogger lucacomello said…

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

     
  • At 19/3/09 1:11 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie a te, Luca.

    La lettura del tuo libro è stata una delle più proficue in quest'ultimo periodo e qui ho voluto cogliere di esso un aspetto (fra i molti) che l'ha resa tale.
    Hai intuito bene: la (mica tanto) sottile differenza tra complicato e complesso è una delle tematiche che - da sempre - mi ha affascinato di più.
    Tu l'hai resa in maniera chiara, non esponendola ai rischi di una emeneutica "pilotata" (se mi passi l'aggettivo) che, seppure affascinante, avrebbe potuto distogliere il lettore e orientarlo verso temi superficialmente più accattivanti ma, a mio modesto avviso, assai meno efficaci. Questo alla luce del fatto che il discrimine fra le due "entità" sta alla base della possibile e migliore comprensione del tuo lavoro. E quindi, aver scelto di aver messo subito "in chiaro" le cose con il lettore, è segno di grande onestà intellettuale.

    Ancora complimenti e buone cose.

    C.

     
  • At 19/3/09 4:15 PM, Blogger JLBO said…

    J'aime beaucoup cette phrase de Valéry que cite lucacomello.
    Elle donne a penser...tout particulièrement aujourd'hui où nous faisons la grève générale ! Merci à lui.

     

Posta un commento

<< Home