akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

17 marzo 2009

1239. Ospiti dalle mani sicure (e dalla voce chiara)


...E poi, piegate le membra sui seggi candidi,
fu la volta del lauto pranzo servito su molti tavoli,
mentre le Parche, danzando quasi senza figura,
iniziarono il loro canto di verità.
Vesti bianche avvolgevano i loro corpi frementi
e un laccio color porpora stringeva le loro caviglie,
veli rosa pendevano dalle loro teste
posandosi sui capi canuti.
Le mani lavoravano sicure:
nella sinistra la conocchia era piena di lana
mentre la destra filava leggera,
le dita non si fermavano mai:
il pollice obliquo stringeva continuamente il fuso
formando un vortice veloce.
Il dente mordeva
e staccava lo stame appena filato
che cadeva ai loro piedi morbidi e bianchi
fino agli esili cesti di vimini.
Allora, recuperando la lana,
si misero a profetizzare sul destino degli uomini,
con una voce chiara
che mai nessuno potrebbe permettersi
di accusare d'inganno...

3 Comments:

  • At 17/3/09 3:02 PM, Blogger JLBO said…

    Magnifique !

     
  • At 17/3/09 10:22 PM, Blogger JLBO said…

    LE SILENCE

    La forêt parle - parle la vague,
    Le torrent parle plus encor -
    Parlent les bêtes, les montagnes -
    Et l'homme ! Il est le plus disert !
    Toi, entre tous, sache te taire
    Et ne pas trop prêter l'oreille :
    Les paroles ne valent guère !
    Et le sage est celui qui entend le silence !
    ERIK GUSTAF GEIJER (1783-1847)

     
  • At 18/3/09 2:07 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Silenzio per me che dico
    alla notte il suo nome,
    beva l'acqua questa mia sete
    e la copra una caduta di foglie.

    Pietà per me che nascondo
    alla gente il suo volto,
    all'immobile pietra ora somiglia,
    chiunque può vedere il suo cuore.

    Amore, albero grande
    per un corpo dolente,
    ascolta il consiglio d'essere
    cenere dopo la brace.


    Libero de Libero da Scempio e lusinga, (1930-1956)
    ed. Mondadori, 1972

     

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