akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

15 marzo 2009

1236. La pace dei giorni perduti



Sul tavolo tondo di sasso
due versi a matita, parole
per musica fiorite su una festa.
Di occhi ardenti, di capelli castani?
Come fu quel tuo giorno, e tu com'eri?

E oggi qui attorno la quiete
dei vetri indifferenti, oggi il minuto
sfaccendare dei passeri là fuori.

4 Comments:

  • At 15/3/09 5:42 PM, Blogger Lapidarius said…

    Carissima Clelia,

    commentando il pensiero di Gide hai scritto:
    "Amando aria e luce, e rifuggendo l’angoscia, ho sempre seguito il suo consiglio: non scrivo e vivo senza ambasce."

    Eppure sono certo che un giorno - quando probabilmente sarò già polvere da tempo - i blog saranno letteratura venerata, ed allora non potrai negare al tuo pubblico di essere la scrittrice che sei sia in potenza che in atto.

    Del resto, se quando Montaigne evoca Seneca è indubitabilmente uno scrittore, perché non deve esserlo, quando lo evoca a sua volta, Clelia Mazzini?

    P.S.
    (...e poi diciamocelo, hai un nome che non solo è già bello di suo, ma che calza pure a pennello per una femme de lettres...)

     
  • At 15/3/09 7:13 PM, Blogger JLBO said…

    Belle photo et très beau poème !
    Bon dimanche, Clelia.

     
  • At 15/3/09 9:35 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Come sempre troppo buono, Lapidarius.
    E non dico altro.

    °

    Ricambio il buon auspicio, JLBO, e lo estendo ai giorni futuri.

    C.

     
  • At 7/6/12 11:50 PM, Blogger Nome : Giovenale Nino Sassi said…

    Sono daccordo con Lapidarius.

     

Posta un commento

<< Home