akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 marzo 2009

1222. Eppure sembra ieri

Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere. La bottiglia vicino, i portaceneri pieni, i pensieri in volo. Charles Bukowski. Il primo bicchiere, come sempre, era il migliore. Serviva a far scivolare le idee, a donare l'ispirazione, a disfare matrimoni e convenzioni, a lasciare dietro le spalle tutti quelli che non l'avrebbero seguito. Quindici anni fa, Hank se ne andò per una leucemia. A San Pedro, in California, circondato da gatti, fiori e poesie. Nasi e occhi umidi e la processione degli amici, quelli incontrati sul bancone di bar dalle grandi speranze e quelli raccattati per strada, quando l'alba si avvicinava e bastava una poltrona per appoggiare il corpo per qualche ora. I primi e gli ultimi. Nell'indistinto universo di Bukowski, gli ordini di arrivo si invertivano...

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