akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 marzo 2009

1221. Attese e visi al sole

Siviglia - Il ponte di TrianaIl mese più bello di Siviglia non è aprile. E' marzo. Con queste attese cariche di ottimismo e di buonumore per l'imminente primavera, che in città significano Semana Santa, Feria de Abril e Romeria del Rocio, i tre grandi appuntamenti irrinunciabili per ogni sivigliano che si rispetti. [...]
E' marzo, dicevo, il mese più bello. Si raggiunge il Guadalquivir e si legge El Pais o il Diario de Sevilla su una delle panchine davanti al fiume, sorseggiando un tinto de verano comprato nel chiringuito sul Paseo de Colón e gettando un'occhiata alla calle Betis, sull'altra riva. Ma, la cosa più bella è offrire il viso al sole. I turisti e gli stranieri si riconoscono per questo, per l'espressione felice e goduta con cui porgono il viso al sole. Starebbero ore così, a godersi questo tepore che invidiano a Siviglia, pensando che sia così gentile e piacevole tutto l'anno. I turisti. Ce ne sono già tanti a Siviglia. In Mateos Gago, la deliziosa via che dalla Cattedrale sale verso Santa Cruz, i tavolini all'aperto dei bar sono affollati di lingue straniere...

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2 Comments:

  • At 12/3/09 2:59 PM, Blogger Lars W. Vencelowe said…

    anche settembre non è male, a Siviglia. Ma credo che a renderla particolare sia l'alchimia che esiste tra città-persone-clima. E non è qualcosa di escludente, che lascia fuori il viaggiatore. Se provi a rallentare, a sederti su una panchina, a far nulla, a guardare la vita passare... allora è possibile che un pò di quella magia tocchi anche te.
    LWV.

     
  • At 12/3/09 3:08 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Hai ragione, Lars, lì l'otium (quello di matrice latina, per intenderci) è una virtù palpabile.
    Me ne sono resa conto anch'io, qualche anno fa, visitando la città e conoscendone la sua gente.

    Ciao caro.

    C.

     

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