akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 marzo 2009

1220. "Se vuoi restare, te ne devi andare"

...Quella frase che ho fatto ripetere >alla fine a Gaetano, come fosse un mantra, è un po’ come il seme in cui è condensato un sentimento che ho l’impressione oggi sia molto diffuso tra i giovani più consapevoli non solo in Sicilia, ma in Italia: il sentimento di chi sa che nella terra bisogna che ci si riconosca, per poterla definire la propria terra, magari prendendo le distanze (culturali prima ancora che fisiche) da tutto ciò che ci sembra umili l’idea stessa di cittadinanza, e che fa di alcuni di noi «ospiti» in casa propria, come dice il padre di Gaetano, «ospiti» che devono starsene quieti «al loro posto» e «accontentarsi», ridimensionando le proprie aspirazioni... Che cos’è questo, se non un modo per negare cittadinanza ai giovani, che dovrebbero invece essere stimolati a «non accontentarsi» mai?...

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