akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

10 marzo 2009

1219. Senza nobiltà ma ricchi in curiosità

In fatto di libri sarebbe un errore snobbare gli snob. Potrebbero aprirvi inesplorati orizzonti. Amate Jack Kerouac? Lo snob vi dirà che è nulla in confronto al poeta beat John Giorno: “Ma come, non lo conoscete?” vi domanderà, constatando con grande soddisfazione la vostra ignoranza. Adorate André Malraux? “Dovreste leggere piuttosto le opere della sua ultima amante: Louise de Vilmorin” vi incalzerà lui, sprezzante.Una conversazione del genere potrebbe forse irritarvi. Ma potrebbe anche servire a rileggere la storia della letteratura da un punto di vista inedito. È quanto fa la casa editrice Excelsior 1881 mandando in libreria il Dizionario di letteratura ad uso degli snob, di Fabrice Gaignault. Dimenticate le centinaia (e mai univoche) definizioni di “snob”. Dimenticate Thackeray e il suo Libro degli snob, volumetto che sdoganò la definizione popolare di "sine nobilitate" (senza nobiltà). Nel dizionario di Gaignault lo snobismo letterario non è un mero sfoggio di erudizione e originalità. È bensì una forma di ansia conoscitiva...

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4 Comments:

  • At 10/3/09 3:03 PM, Blogger JLBO said…

    Toujours farceur et provoquant, l'immense Umberto Eco ! Je l'adore ! Et il faut l'avoir entendu, le regard malicieux, parler français avec son délicieux accent rocailleux.
    C'est vrai que Louise de Vilmorin mériterait - pas seulement pour les snobs ! - de ne pas rester dans l'ombre de Malraux (l'y maintient-il toujours un peu, d'ailleurs ? Je ne sais...).
    Affectueusement.

     
  • At 10/3/09 3:31 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ricambio l'affetto, mio caro, e per quanto riguarda Louise sono d'accordo con te (anche su Eco e il suo francese condivido un certo entusiasmo. Hai avuto modo di vedere lo speciale che gli ha dedicato Reinhold Jaretzky su TSR2? Spero di sì, perché mi è sembrato veramente ben fatto.)

    A presto,

    C.

     
  • At 15/3/09 9:04 AM, Anonymous sabrinamanca said…

    Un parto mentale precoce a metà del tuo post, letto a tutta velocità subito dopo il ricordo di Bukowski, (una sorta di scrittura automatica, insomma)"che ad essere snob si perde sempre qualcosa" (anche se qualcosa si acquista,suggerisce il tuo post).

     
  • At 15/3/09 11:36 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Un po' e un po'. Nel senso che tra la semplice complessità di un Carver - per esempio - e la complessa semplicità di uno scrittore come Tom Wolfe, c'è tutto un mondo da investigare e da amare, a mio avviso.

    [Anche se il piatto della mia personalissima bilancia non può che pendere - in letteratura - verso certi tratti alla Des Esseintes; ma questo, forse, è un altro discorso].

    Ciao cara,

    C.

     

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