akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

07 marzo 2009

1210. Fugerit invida aetas...

*Occasione (Occasio) - Come divinità allegorica era venerata nel mondo greco, soprattutto a partire dalla tarda età classica e dall'ellenismo, e in quello romano. Rappresentava la personificazione del momento opportuno, che si presenta un'unica volta, fuggevolmente, per non più ricomparire. Più che come divinità minore oggetto di un particolare culto, divenne un soggetto frequente nelle arti figurative, a partire dal Kairós, appunto il momento opportuno - l'occasione in greco - opera realizzata da Lisippo, il grande scultore greco dell'età di Alessandro. Lisippo >>>lo aveva rappresentato come un giovane con un grande ciuffo sulla fronte, ma con la nuca rasata, a suggerire che se non lo si afferra subito il momento opportuno sfugge e non lo si può più fermare; la sua precarietà era simboleggiata dalla bilancia che reggeva sulla sottile lama di un rasoio. Nel mondo romano alcuni particolari iconografici erano mutati: il personaggio poteva essere maschilie o femminile, aveva un piede alzato e l'altro appoggiato su una sfera, e reggeva un velo mosso dal vento, che serviva a suggerire la rapidità con cui l'occasione fugge per non più ripresentarsi.

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