akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

06 marzo 2009

1205. Per orientarsi nelle terre della fine

Scrivo per orientarmi. I miei segnavia sono le parole, quelle dei miei pazienti e dei miei amici, e quelle di scrittori il cui eccezionale talento ci insegna a capire in che modo esse funzionano e come siano capaci di conservare e comunicare un significato e di farci sentire meno soli. E' un metodo che ho appreso da Walter Benjamin, come ricorda Susan Sontag in Sotto il segno di Saturno. Imparare è una forma di collezionismo, come dimostrano le citazioni e i frammenti delle letture quotidiane che Benjamin accumulava nei taccuini, per portarli sempre dietro e leggerli forte agli amici. Anche pensare era una forma di collezionismo, per lo meno nelle fasi preliminari. Registrava coscienziosamente idee vaganti, sviluppava dei minisaggi nelle lettere agli amici.
[via Francesco Morace]
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