akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

04 marzo 2009

1199. Incontri nella città del sogno

John Collier - Lady GodivaContatto stimolante. Eros li ha colpiti con una freccia. Sono gli uomini che corrono a Zobeide, la città lunare e quindi femminile per eccellenza, folgorati dalla donna, per tutti la stessa, che hanno visto correre nuda di notte, in sogno. Sempre nuovi uomini, con lo stesso contatto stimolante avuto in sogno, arrivano a Zobeide, città calviniana giustamente invisibile, in cerca della donna-anima, come la chiamerebbe Jung. Il contatto del maschile con il femminile che l’uomo si porta dentro, senza saperlo, è proprio l’unione di Cielo e Terra, l’incontro dei due principi mascolino (yang) e femminino (yin). C’è stata una scossa, uno stimolo inatteso arrivato da ciò che sembra essere altro da noi, ma è nel nostro inconscio. Un clima fortemente emozionale sottolinea l’incontro del sogno, nel quale predominano spontaneità ed armonia tra i due principi. E’ successo qualcosa, una scarica elettrica che ha svegliato ogni sorta di sensazione e delle reazioni si propagano a catena con la velocità del lampo, quindi difficile da tenere sotto controllo...

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2 Comments:

  • At 5/3/09 12:03 PM, Blogger JLBO said…

    Cette complémentarité de l'"animus" et de l'"anima" chère à Jung, que vous évoquez, et que symbolise le mythe platonicien de l'"androgyne", elle est aussi au coeur de l'oeuvre de Julien Gracq et de sa quête - asymptotique, évidemment.
    Merci pour votre blog, toujours stimulant.

     
  • At 5/3/09 1:14 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Hai fatto bene a citare Gracq (a cui non ho pensato nello specifico quando ho inserito questo brano, ma la cui prosa fascinosa amo moltissimo, soprattutto per quell'opera che per me è una vera e propria pietra miliare nella letteratura di ogni tempo, e parlo di Un beau ténébreux), in effetti le "assonanze" sono vistose e anche assai suggestive (è sempre più ovvio pensare a Calvino o a Buzzati, in questi casi...).
    Comunque, non ci crederai, eppure proprio pochi giorni fa pensavo a Julien Gracq per tutte altre cose: ero rimasta infatti colpita (non in negativo o in positivo, semplicemente colpita e basta) da quanto ha dichiarato l'altro ieri >>Colm Toibin al Guardian, e con la mente sono subito corsa ai molti scrittori che avevano un rapporto "assai precario" con i "frutti pratici" (se così posso dire) della loro scrittura (penso a Gracq, appunto, e alla famosa diatriba del Goncourt, ma ne potrei citare molti altri - antichi e moderni).
    E dunque, come vedi, anche se su temi diversi le nostre menti si sono incrociate.
    Ne sono lieta.

    A presto, e grazie dello spunto prezioso.

    C.

     

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