akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

01 marzo 2009

1183. Preziosi ripensamenti

Alice Munro...Il processo di scrivere non è diventato più facile invecchiando. Ogni giorno è una battaglia, e “sembra sempre un miracolo di cui sono così grata, il fatto che alla fine una storia funzioni”. Un paio d’anni fa, aveva annunciato pubblicamente a Toronto che avrebbe smesso di scrivere, perché era stanca di quella battaglia. Disse che, siccome uno scrittore deve spendere così tanto tempo a osservare, c’erano cose della “vita delle persone normali” che le dispiaceva essersi persa. Il problema, scoprì poi, fu che “non era molto brava a non scrivere”. “Per quanto tempo hai smesso?”, le ha chiesto Deborah Treisman. “Forse tre mesi”, ha risposto Alice Munro. Il pubblico sembrava sollevato.

Il benemerito Paolo traduce un pezzo del New Yorker dedicato alla (qui sempre) carissima Alice Munro, nel quale (come già si sapeva, ma repetita iuvant) la scrittrice mette da parte - per fortuna - i suoi progetti di ritiro.
Pubblicato con Flock