akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

28 febbraio 2009

1180. Il libro giusto sul bancone giusto

Nick HornbySe siamo stati fortunati, abbiamo letto il libro giusto al momento giusto.
Così pare abbia detto - tra l'altre cose - Nick Hornby aderendo alla richiesta di Waterstones che ha chiesto allo scrittore di indicare i suoi 40 libri preferiti. E lui l'ha fatto. Pur con >>>qualche distinguo.

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5 Comments:

  • At 1/3/09 8:26 AM, Anonymous sabrinamanca said…

    Ne avessi letto uno! (a parte David Copperfield la cui storia mi traumatizzo' da bambina e Huckleberry finn in edizione per ragazzi).

    A quei distinguo ho pensato anche io...

     
  • At 1/3/09 8:28 AM, Anonymous Anonimo said…

    l'unico che ho letto è quello di A Tylor, a parte gli unici due classici, Dickens, e Twain.
    però mi sembra un pò strano questo elenco...
    sarebbe interessante se tu clelia lo facessi, so che per te 40 libri...sono pochissimi, in cinque anni poi...magari in cinque mesi...io ormai quando non so cosa leggere vengo qui e attingo a piene mani e non rimango mai delusa.sei una fonte inesauribile.
    altro che Horby...con tutto il rispetto! Maria Grazia

     
  • At 1/3/09 12:00 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Sabrina, cara. Dickens in effetti non credo coltivasse uno spirito consolatorio nei confronti dei piccoli (basti pensare all'orribile luogo in cui viene relegato il protagonista del - forse meno conosciuto - "Nicholas Nickleby"), e quindi ciò che scrivi a proposito di David Copperfield è ampiamente comprensibile. Anche se credo che i ragazzi di oggi abbiano - almeno potenzialmente - più "anticorpi" letterari rispetto a quelli di solo pochi anni fa.
    Forse hanno però anche altri interessi di lettura, ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano...

    °

    Maria Grazia, io a dire il vero ne ho letti diversi fra quelli indicati da Hornby; non tutti magari degni di comparire in un ipotetico elenco dei migliori, ma questo è un pensiero soggettivo del tutto ininfluente sul piano del tema. Hai ragione sulla "stranezza" dell'elenco in sé, ma a favore dello scrittore è bene dire che egli ha messo dei paletti precisi alla base della scelta, e questo ha senz'altro condizionato l'esito finale. Che comunque nell'insieme non è disprezzabile, almeno mi pare.
    Ti ringrazio - come sempre - per le parole gentili, che ricambio con tutto l'affetto che sai.

    Un saluto caro a entrambe.

    C.

     
  • At 6/3/09 7:18 AM, Anonymous sabrinamanca said…

    A proposito di Copperfield, stamattina ho riaperto "the Catcher in the Rye" e l'incipit mi ha fatto (di nuovo) sorridere.

    If you really want to hear about it, the first thing you'll probably want to know is where I was born, and what my lousy childwood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap...

     
  • At 6/3/09 12:07 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Quando si dice entrare subito "nel vivo" della narrazione...

    Alcuni autori lo fanno anche troppo, forse.

    C.

     

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