akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

27 febbraio 2009

1176. Lettere dalla zona interdetta [XXX-XXXI] Quintessenze armoniche


Ho saputo riconoscerti nelle occhiate furtive, nei timidi sorrisi che nulla concedevano alla malinconia. Ho valicato con te le vette più impervie, misurato duna dopo duna quasi tutti i deserti della terra, soprattutto quelli umani, il che è tutto dire... So di non averti perso, so di poterti riconoscere ovunque, anche in mezzo ad una folla di persone che, di spalle, percorre un tragitto inverso al mio; potrei farlo anche senza girarmi, anche senza esibire quel buffo gladiolo viola che pretendevi donarmi da Paskowski l'ultima volta che venni a trovarti. "Buffo ometto" e giù a scherzare e a ridere sull'accostamento intravocalico... "farò la fine di de Molay, vedrai..."
[>>>continua a leggere > lettera a D. > 9 Maggio 2005]

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Ho ritrovato quella pagina, e biancheggiava come la secca di un fiume. Da lì, aridi e contorti, sono spuntati i tuoi caratteri musicali, e mi sono sembrati rovi. In loro ho rivisto te, ho rivisto noi, e il segreto di quella banderuola di ferro che girava e girava con uno stridio incredibile che, a volte, in sogno, mi pare di sentire ancora...
[>>>continua a leggere > lettera a D. > 12 Novembre 2007]

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6 Comments:

  • At 27/2/09 12:53 PM, Anonymous Sils said…

    Grazie.
    Non conoscevo il blog Alètheia. A star solo qui a volte tutto mi sembrava enciclopedia - poetica, sì, ma enciclopedia. E io lavoro già in una redazione... ; )
    Le due lettere e il resto che ho letto sono struggenti.
    Sei tu quella con gli occhiali in alto a destra in Alètheia? Che poi oggi è quella un po' glam di Akatalepsia? Ah, che storia.
    Vero, Firenze di primavera è - era - qualcosa di incredibile, tra gli amori un po' roboanti e facili della Trefusis e invece - invece - quelli più discreti e nobili di cui a volte vieni a conoscenza. Come questa volta.
    A presto! E grazie ancora...

     
  • At 27/2/09 4:07 PM, Blogger Lapidarius said…

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

     
  • At 27/2/09 4:12 PM, Blogger Lapidarius said…

    spero che D., nonostante l'iniziale evochi il nome dello sfortunato Gran Maestro, non abbia fatto veramente nel frattempo la fine di De Molay...
    In questi tempi sempre più oscuri, infatti, ho come la sensazione che siano in aumento coloro effettivamente capaci di leggere o udire di "bafometti" laddove è solo "buffi ometti", e, quel che è peggio, capaci pure di agire di conseguenza: non magari come ai tempi di re Filippo, ma ad esempio come in 'Brazil' di Terry Gilliam, che al nostro mondo sta diventando così inquietantemente affine...

     
  • At 27/2/09 7:00 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Sì, Sils, quella nella foto sono - o sarebbe meglio dire "ero" - proprio io.

    °

    Caro Lapidarius, mi trovo a condividere con te l'impressione sulle attuali "allucinazioni acustiche". Che vuoi farci, ogni tempo ha il suo odor di brace.
    Ma passerà, sono certa che passerà.

    Ringrazio entrambi per i bei commenti.

    C.

     
  • At 28/2/09 12:52 AM, Blogger Lapidarius said…

    Carissima Clelia,

    scrivo questo ulteriore nota per verificare se ancora una volta mi venga tagliato l'incipit - cosa accaduta due volte oggi - con cui d'abitudine e come formula d'esordio mi rivolgo esplicitamente a te in ogni mio commento.

    Va bene che, come si diceva, il nostro è un tempo oscuro in cui si va per le spicce e i convenevoli spesso si saltano, ma dato che io invece ci tengo a farli mi turbo se una macchina decide di decapitarmi i commenti: non foss'altro perché, come è noto, la storia insegna che le macchine che decapitano possono prendere a funzionare oltre le intenzioni di chi le inventa o le introduce... :)

     
  • At 28/2/09 2:07 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro Lapidarius,

    mi pare che tutto sia andato a buon fine e che, nonostante qualche piccolo problema tecnico (che a volte può capitare anche nelle migliori piattaforme), sia i nostri convenevoli che le nostre teste siano saldamente al loro posto.
    Per fortuna.

    A presto,

    C.

     

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