akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

19 febbraio 2009

1154. Lettere dalla zona interdetta [XXIX] Il gioco breve

Non nego di pensare a volte ai tuoi occhi chiari; lo faccio quando il camino è acceso, e dentro di esso non arde solo la fiamma fisica del fuoco, ma anche quella più segreta e mia, quella che più ti rassomiglia. Quest'inverno mi ha portato memorie di silenzio che non credevo più di avere. Mi ha fatto riscoprire profumi di vento e giacinti, rumori di rami che si schiantano sotto il peso della neve, versi di animali notturni che non so se disperati per il freddo o appagati per una preda, comunque utili nella loro impalpabile, quotidiana presenza.
Come sempre esco sul prato, nel tardo pomeriggio, per dare il miglio ai passeri; mi aspettano, arrivano fiduciosi, se ne vanno lieti. Al ritorno, prima di rientrare in casa, mi soffermo un poco a guardare i passi che ho percorso sulla neve, quelle stesse mie orme doppie che sempre più spesso mi accade di non riconoscere. Come le parole, che leggère a volte mi sfuggono, quando richiudo il pianoforte o mentre osservo l'ultimo sole che mi lascia per venirti incontro.
Ma tu ci sei, nonostante tutto, e mi ricordi quei mattini pieni d'aria di quando era estate, in cielo e nella mia vita, o di quando, dietro una porta chiusa, non c'era solo il vento e un prato nevoso, ma la certezza del tuo arrivo, il suono lieve del campanello, la tua risata cristallina, il tuo sguardo soddisfatto.
La memoria è un gioco breve, a volte avverso a volte solidale (Orione intanto grava sul lago, riscatta un tempo di passione e mi colpisce basso, però senza ferirmi).
Domani magari mi sveglierò migliore; magari metterò agli atti tutto quello che è rimasto appeso a un filo, riconsidererò il presente, mi dedicherò a svelare qualche arcano.
Per ora voglio accontentarmi di questa assenza vigile, di questi gesti lenti, di questo silenzio che pare ridurre la distanza che mi separa dal mio bene. Voglio restare immobile con il buio sulle spalle, e gioire come i passeri per qualche briciola di tempo che ritorna, per qualche stilla d'acqua cristallina che mi ricorda i tuoi occhi, sinceri e chiari.
Occhi che non mi hanno mai delusa, occhi che mai mi deluderanno.

°

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2 Comments:

  • At 24/2/09 10:50 PM, Anonymous sabrina said…

    Di solito leggo e non commento, stavolta però ho desiderio di lasciare un segno, come un'impronta sulla neve, una piccola impronta di passero sulla lucente bellezza delle tue parole.

     
  • At 24/2/09 11:12 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie carissima.

    Stammi bene.

    C.

     

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